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La vita in campagna. Tănase Scatiu

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Autore: Duiliu Zamfirescu
Titoli originali: Viața la țară (1894-1895; 1898); Tănase Scatiu (1895-1896; 1907)
Collana: Quaderni Romeni
Traduzione dal romeno: Ingrid Beatrice Coman Prodan
Editing e correzione bozze: Davide Arrigoni
Pagine: 313
ISBN: 978-88-97908-65-4
Euro: 12,00

Duiliu Zamfirescu (nato il 30 ottobre 1858, Dumbrăveni – Vrancea – morto nel 1922, Agapia, contea di Neamţ) è stato uno scrittore, editore, avvocato, diplomatico, senatore, ministro e accademico. Tra il 1877 e il 1880 frequenta i corsi della Facoltà di Giurisprudenza di Bucarest. Nel 1881 esercitò per breve tempo la professione di magistrato a Focșani, e un anno dopo divenne direttore del quotidiano România Libera nella Capitale. Inizia a pubblicare nelle riviste “Literatorul” e “Convorbiri literare”. Ricoprì in un primo tempo il ruolo di magistrato, poi quello di diplomatico a Roma presso la Legazione di Romania (cca. 1888-1907), dove si dimostrò interessato alle correnti letterarie italiane In ricordo della sua permanenza a Roma, dal 2016 esiste una targa memoriale sulla facciata della casa dove visse, che si trova in Via Condotti, nel Rione Campo Marzio dov’è ricordato anche come “instancabile fautore dell’amicizia tra i popoli Romeno e Italiano legati dalla comune origine Latina“. Lo scrittore è vissuto a Roma per quasi due decenni, come segretario presso la Legazione di Romania, sposando nel 1890 Henriette Allievi, figlia di un senatore italiano.

Esordisce nel mondo letterario nel gennaio 1883 con il volume di poesie e racconti: Fără titlu (Senza titolo), pubblicato sulla rivista “Literatorul”, diretta da Alexandru Macedonski. Nello stesso anno entra nel circolo di giugno. Nel 1888 iniziò a collaborare con la rivista Convorbiri literare, nella quale pubblicò gran parte delle sue opere. Duiliu Zamfirescu scrisse nel 1911 il primo romanzo epistolare-filosofico della letteratura romena, intitolato “Lydda”. Nel fu eletto presidente della Società degli Scrittori Romeni e nel 1918 divenne vicepresidente dell’Accademia Romena. Duiliu Zamfirescu morì il 3 giugno 1922 nel monastero di Agapia nella contea di Neamț, essendo sepolto al cimitero di Focșani. Fu un sincero ammiratore di Giacomo Leopardi di cui tradusse con abilità alcuni canti in poesie, che spesso manifestano la stessa musicalità dei testi originali. Le sue opere poetiche sono raccolte in vari volumi (Alte orizonturi, Imnuri păgâne, Poezii nouă, Pe Marea Neagră, Miriţa) e danno prova di un indefinito classicismo che non si spinge al di là di un sentimento nostalgico verso il senso di serenità, compostezza dell’arte antica e verso la luminosità dei paesi mediterranei, senza mostrare alcuna affinità con l’opera dei grandi lirici greci e romani. Il nome di Zamfirescu è legato soprattutto alla stesura del primo romanzo del ciclo Neamul Comăneştenilor [La famiglia dei Comănesteni], cioè Viaţa la ţară [La vita in campagna], un’opera di carattere europeo, una visione poetica della vita rurale romena e dei boiari. A questo stesso ciclo appartiene anche Tănase Scatiu, che però non raggiunge il livello artistico della prima opera. Duiliu Zamfirescu è noto, in primo luogo, come autore di romanzi realistici, di osservazione sociale e psicologica sul periodo di transizione da un’economia agraria ad una borghese, come nel caso della saga della famiglia Comăneșteanu.

(…) Nel fascino magico di quell’ora, anziché prender sonno, la mente si svegliava ancora di più, e, come un raggio di luce, anelava a disperdersi nello spazio. Dove? Nella morbida distesa delle malinconie della propria anima, che si unisce così bene a quella del cielo. Chi sei tu, viandante di un attimo sulla tua terra, vivo per un solo giorno, mentre altre terre come te riempiono l’eternità lassù? 

Capire che non puoi capire e che non sei in grado di fermare il compimento delle leggi del creato, è già interessante; ma capire perché non puoi capire, è meraviglioso, perché se potessi allontanare la ragione per cui non puoi comprendere e che è parte di te, parte fuori di te, vorrebbe dire capire tutto! La vita è piena di dolore e fascino. Che sonno profondo dorme lo spazio tra le stelle! Tra le gocce di ogni spruzzo di luce della Via Lattea ci sono milioni di anni luce di solitudine. E dove andiamo noi, dopo la morte? Noi, questa parte che si stacca dalla matrice di adesso? Da nessuna parte. Moriamo dentro noi stessi, come muoiono le creature di un sogno, nel sogno.

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