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	<title>Rosa dei venti | Rediviva</title>
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	<description>Rediviva - Casa editrice del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano</description>
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		<title>Un’apocalisse allegra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:16:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Un’apocalisse allegra”: Nicolae Dimache racconta l’esilio, la montagna e la libertà nel nuovo libro edito da Rediviva Pubblicato nella collana Rosa dei venti dalla casa editrice Rediviva Edizioni di Milano, il volume “Un’apocalisse allegra” (390 p.) rappresenta una preziosa sintesi dell’esperienza umana e intellettuale di Nicolae Dimache, medico e scrittore. L’opera, impreziosita in copertina dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>“Un’apocalisse allegra”: Nicolae Dimache racconta l’esilio, la montagna e la libertà nel nuovo libro edito da Rediviva</h3>
<p>Pubblicato nella collana Rosa dei venti dalla casa editrice Rediviva Edizioni di Milano, il volume “Un’apocalisse allegra” (390 p.) rappresenta una preziosa sintesi dell’esperienza umana e intellettuale di Nicolae Dimache, medico e scrittore. L’opera, impreziosita in copertina dal suggestivo acquerello di Anne-France Launay raffigurante “Il Danubio alle Porte di Ferro”, trae linfa dalle vicende di quanti scelsero l’esilio per salvaguardare la propria dignità e libertà.Ispirato dall’esperienza personale dell’autore e dalle storie di molti connazionali che hanno scelto l’esilio per preservare dignità e libertà, il libro trasforma il distacco dalla patria in una narrazione pervasa da una “metafisica dell’ascesa”. Il romanzo descrive il percorso esistenziale del protagonista, il giovane neurologo Traian Nasta, che nel 1969 lascia avventurosamente la Romania per stabilirsi, tra difficoltà e incertezze, in Italia. I grandi cambiamenti e il contatto con l’Italia innescano un costante processo di ristrutturazione spirituale dell’identità di Traian. Attraverso questa narrazione, Dimache trasfigura il distacco dalla patria in un cammino di rinascita, ponendo il libro come un paradigma della gioia di vivere e della consapevolezza della propria esistenza. L’autore stesso ha lasciato la Romania in gioventù per l’incompatibilità con il regime comunista. Stabilitosi in Italia, ha ripreso gli studi medici affermandosi come stimato endocrinologo, senza mai abbandonare la passione per le grandi sfide: nel suo percorso figurano spedizioni alpinistiche epiche, come quella sul Gurja Himal del 1985 e l’impresa sul Broad Peak. Questi momenti di confronto estremo con la natura selvaggia e il superamento dei limiti umani sono diventati materia viva per la sua profonda riflessione letteraria.</p>
<p>Nicolae Dimache. Laureato alla Facoltà di Medicina di Bucarest nel 1966, emigra in Italia nel 1969: si specializza in endocrinologia a Pavia e pratica medicina interna nel nord Italia. Viaggia in tutto il mondo e racconta questi viaggi nei suoi libri “Uno sguardo oltre l’orizzonte” (2009) e “Vulcani, fiumi sacri e dei di pietra” (2013). Appassionato di montagna, compie numerose ascensioni e gite di sci alpinismo nei Carpazi, nelle Alpi, in Himalaya e in Karakorum, che descrive nel libro “Oameni și munți” (Uomini e montagne). O apocalipsă veselă (Un’apocalisse allegra) è il suo primo romanzo.Già apprezzato dal pubblico, Dimache si conferma con questa nuova uscita presso Rediviva Edizioni come una voce autorevole capace di unire il rigore dello scienziato alla tempra dell’esploratore. Oggi l’autore vive a Roma con la moglie Ioana, circondato dall’affetto della sua famiglia, continuando a tessere legami culturali tra la sua terra d’origine e l’Italia attraverso la letteratura e il dialogo interculturale.</p>
<p>Titolo: Un’apocalisse allegra<br />
Autore: Nicolae Dimache<br />
Editore: Rediviva Edizioni (Milano)<br />
Collana: Rosa dei venti<br />
Copertina: Acquerello di Anne-France Launay (Il Danubio alle Porte di Ferro)<br />
ISBN: 978-88-97908-87-6<br />
Pagine: 390<br />
Prezzo: Euro 18,00<br />
Sito Web: www.redivivaedizioni.it</p>
<p>Bucarest, 21 giugno 1969<br />
Traian Nasta si svegliò improvvisamente da un sonno agitato da incubi. Guardò l’orologio. Erano le sei del mattino e doveva sbrigarsi. Si alzò dal letto, andò in bagno e fece una doccia calda poi lasciò scorrergli addosso getti di acqua fredda. L’intensa sensazione di freddo lo risvegliò dal torpore. Aveva dormito fino a tardi, dopo un’interminabile giornata passata a sistemare le cose essenziali del suo viaggio. In realtà, aveva iniziato a preparare la partenza settimane prima, ma ogni giorno aggiungeva o toglieva qualcosa: una mappa, un documento. Tutto pareva indispensabile, ma doveva tenere conto del peso complessivo del bagaglio e della capacità limitata dello zaino. Le ripetute prove di avventura simulata tracciavano gli ostacoli imprevisti. Era chiaro che non poteva prevedere tutto. “Spero di risolverli spontaneamente man mano che si presenteranno”, si disse. “Naturalmente ho bisogno di molta fortuna, questo non è un viaggio<br />
di piacere”. Aveva deciso di lasciare la sua Romania per sempre. Aveva 28 anni e si sentiva fisicamente e mentalmente in forma. Traian si era laureato Magna Cum laude alla Facoltà di Medicina di Bucarest. Era ben preparato ed era diventato l’assistente preferito del professor Ion Stoicescu, un neurologo romeno di fama internazionale. Presa la decisione, il giovane dottor Nasta aveva studiato a lungo le possibilità di fuga dal “paradiso comunista”, ognuna delle quali presentava vantaggi e svantaggi. Fin dall’inizio aveva escluso di richiedere un passaporto per un Paese occidentale. Come medico, non aveva alcuna possibilità di riuscita. Rischiava più di un rifiuto: la domanda avrebbe attirato l’attenzione dei servizi di sicurezza, la Securitate, che avrebbero potuto metterlo sotto sorveglianza. Traian scoprì che le sue alternative di fuga erano di fatto ridotte a due. La prima era quella di navigare in barca nel Mar Nero verso la<br />
Turchia. La seconda, attraversare il Danubio fino in Jugoslavia, e di seguito una lunga marcia che si sarebbe conclusa in Italia o in Austria. (…)</p>
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		<title>Muzică pentru lupi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 22:56:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Dario Fertilio (1949) Titolo: Muzică pentru lupi Traduttore: Irina Țurcanu Francesconi Anno: 2018 Collana: «Rosa dei venti» N. pagine: 196 Genere: narrativa Lingua: romeno Prezzo: euro 10,00 Formato: libro cartaceo ISBN-13: 978-88-97908-36-4 Lingua originale: italiano Edizione originale: Musica per i lupi (Marsilio 2010) … Cel mai teribil act barbar al lumii moderne. Aleksandr Soljenițîn [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Dario Fertilio (1949)<br />
Titolo: <em>Muzică pentru lupi</em><br />
Traduttore: Irina Țurcanu Francesconi<br />
Anno: 2018<br />
Collana: «Rosa dei venti»<br />
N. pagine: 196<br />
Genere: narrativa<br />
Lingua: romeno<br />
Prezzo: euro 10,00<br />
Formato: libro cartaceo<br />
ISBN-13: 978-88-97908-36-4<br />
Lingua originale: italiano<br />
Edizione originale: <em>Musica per i lupi</em> (Marsilio 2010)</p>
<p>… Cel mai teribil act barbar al lumii moderne.<br />
Aleksandr Soljenițîn</p>
<p>Muzică pentru lupi este o “evocare”, nu o “narațiune istorică”. Am încercat să descopăr și să evoc senzațiile, trăirile și gândurile personajelor, ale deținuților în primul rând. Apoi, mai departe, de la gardienii direct responsabili, până la cei mai înalți funcționari ai Guvernului, care erau la curent cu „experimentul”.<br />
Dario Fertilio</p>
<p>Muzică pentru lupi, o tulburătoare poveste, transpusă prin prisma documentelor istorice, reelaborate de autor cu rezultate de mare intensitate expresivă. O carte despre ororile totalitarismului, temă deja abordată de Dario Fertilio și în alte volume. În această carte însă, pare că aspectul ideologic reprezintă punctul de plecare pentru o cercetare mai adâncă și mai radicală, nu neapărat ca istoric ci mai degrabă ca scriitor, despre abisul pe care sufletul uman poate să-l găzduiască și care, în anumite condiții este capabil să învingă orice fel de rezistență morală și intelectuală.<br />
Paola Capriolo, Corriere della Sera, 28 martie 2010</p>
<p>În România, în anii 1949-1951, distrugerea elitelor societății era pe cale de a se înfăptui: intelectualii, diplomații, preoții, militarii, magistrații, oamenii politici ai vechiului „regim burghezo-moșieresc” erau în închisori, țăranii cei mai gospodari erau deportați în coloniile de muncă forțată. Tuturor împreună și fiecăruia în parte li se aplica eticheta de „dușman al poporului”. Mai rămăseseră tinerii, o forță socială imprevizibilă și care trebuia să fie anihilată. Pentru ei a fost inventat experimentul de la Pitești, denumit de Securitate „reeducare”. Metodele cele mai barbare de tortură psihică au fost aplicate asupra tinerilor deținuți „recalcitranți”, cu scopul de a-i face să se umilească reciproc, să se maltrateze (fizic și psihic) reciproc. Victimele sunt transformate în călăi, deținuții sunt torturați chiar de prietenii lor, de colegii lor de suferință. Scopul: „reeducarea” prin distrugerea fizică și psihică, transformarea tinerilor în atei, în delatori ai prietenilor lor. (Genocidul sufletelor, Experimentul Pitești, Reeducarea prin tortură).</p>
<p>Dario Fertilio (n. 1949) este jurnalist și scriitor care trăiește la Milano. După terminarea Facultății de Litere din cadrul Universității de Stat din Milano își începe activitatea de jurnalist la cotidianul Corriere della Sera, unde publică, în cadrul mai multor redacții, timp de câteva decenii. Este autorul unor volume despre libertatea de comunicare, totalitarism, condiția intelectualilor în lumea modernă: <em>Il Grande Cervello</em>, 1985. În anul 1998 împreună cu dizidentul și scriitorul rus Vladimir Bukovski a fondat <em>Comitatus pro Libertatibus</em>, mișcare culturală liberală care a organizat o serie de conferințe dedicate victimelor comunismului, intitulate Memento Gulag. Între volumele publicate amintim: <em>La morte rossa. Storie di italiani vittime del comunismo</em> (2004, due edizioni); <em>La via del Che. Il mito di Ernesto Guevara e la sua ombra</em> (2007); Autorul a fost distins cu mai multe premii: Walter Tobagi, Diego Fabbri, Alfredo Cattobini și Niccolò Tommaseo 2008. În 2015 este distins cu premiul Lucio Colletti pentru activitatea jurnalistică.</p>
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		<title>Tè al samovar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 22:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Ingrid Beatrice Coman (n. 1971) Titolo: Tè al samovar Anno: 2015 Collana: «Rosa dei venti» N. pagine: 202 Genere: narrativa Lingua: italiano Prezzo: euro 12,00 Formato: libro cartaceo ISBN-13: 9788897908234 La riconquista della libertà e la costruzione di una nuova vita impongono ad Alëša di ripercorrere l’esperienza lacerante del gulag sovietico attraverso un racconto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Ingrid Beatrice Coman (n. 1971)<br />
Titolo: <em>Tè al samovar</em><br />
Anno: 2015<br />
Collana: «Rosa dei venti»<br />
N. pagine: 202<br />
Genere: narrativa<br />
Lingua: italiano<br />
Prezzo: euro 12,00<br />
Formato: libro cartaceo<br />
ISBN-13: 9788897908234</p>
<p>La riconquista della libertà e la costruzione di una nuova vita impongono ad Alëša di ripercorrere l’esperienza lacerante del gulag sovietico attraverso un racconto sorprendente per la compagna Vera e per lo stesso lettore.</p>
<p>Sei caratteri tracciati in modo maldestro su un telo ruvido, e la Kolyma, seppellita con cura nella memoria di Alëša, riprende vita dal nulla, in un viaggio a ritroso sul filo di Arianna dei ricordi, una discesa nelle oscurità più impensate della società e dell’anima.</p>
<p>Dal ripostiglio di un piccolo appartamento moscovita alla baracca numero 37, quella dei detenuti politici, la cui soglia è un punto di non ritorno, dove si entra per restare, fino a che anime e corpi non diventino parte delle gelide distese siberiane.</p>
<p>E, attraverso il loro passato, Alëša e Vera scoprono di essere scivolati sulle due facce parallele della stessa realtà, il cui ingranaggio mostruoso si nutre indistintamente dei corpi dei carcerati e delle anime dei carcerieri.</p>
<p>Eppure l’amore spunta, inaspettato, là dove tutto sembrava perduto, piantando le sue radici negli abissi più bui del cuore umano.</p>
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		<title>Io scelgo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 21:32:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Irina Ţurcanu (a cura di) (n. 1984) Titolo: Io scelgo Anno: 2014 Collana: «Rosa dei venti» N. pagine: 132 Genere: narrativa Lingua: italiano Prezzo: euro 10,00 Formato: libro cartaceo ISBN-13: 9788897908128 La collana «Rosa dei venti» si apre con un’antologia coraggiosa e toccante, attraverso il lavoro di Irina Ţurcanu e il coraggio di raccontarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Irina Ţurcanu (a cura di) (n. 1984)<br />
Titolo: <em>Io scelgo</em><br />
Anno: 2014<br />
Collana: «Rosa dei venti»<br />
N. pagine: 132<br />
Genere: narrativa<br />
Lingua: italiano<br />
Prezzo: euro 10,00<br />
Formato: libro cartaceo<br />
ISBN-13: 9788897908128</p>
<p>La collana «Rosa dei venti» si apre con un’antologia coraggiosa e toccante, attraverso il lavoro di Irina Ţurcanu e il coraggio di raccontarsi di alcune donne che hanno attraversato l’inferno e ne sono uscite indenni.</p>
<p>Io Scelgo è un volume corale, scritto da autrici italiane e romene, sul tema della violenza sulle donne. Sono sei le autrici: Cristiana Pivari, Daniela Frascati, Paola Budassi, Luiza Diculescu, Daniela Radu e Camelia Mirescu. Una è la voce maschile, quella di Dario Fertilio, giornalista del «Corriere della Sera». Le storie racchiuse nell’antologia non hanno solo l’obiettivo di far discutere su un argomento così delicato come la violenza subita dalle donne, ma vogliono offrire soluzioni. Infatti, le protagoniste reagiscono, in modo effettivo, pratico. Scelgono.</p>
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