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	<title>Culture e civiltà | Rediviva</title>
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	<description>Rediviva - Casa editrice del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano</description>
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		<title>Samuel Von Brukenthal e la collezione di arte italiana in Hermannstadt Sibiu</title>
		<link>https://rediviva.it/product/samuel-von-brukenthal-e-la-collezione-di-arte-italiana-in-hermannstadt-sibiu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 07:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La fondazione del Museo Nazionale Brukenthal a Sibiu, il primo museo pubblico nell’Europa sudorientale, nasce grazie a uno dei più importanti sassoni della Transilvania: Samuel von Brukenthal. Samuel von Brukenthal (1721-1803) si distinse per un’eccezionale carriera politica alla Corte Imperiale di Vienna ma, soprattutto, per la sua personalità visionaria, nella carica di Governatore del Gran [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fondazione del Museo Nazionale Brukenthal a Sibiu, il primo museo pubblico nell’Europa sudorientale, nasce grazie a uno dei più importanti sassoni della Transilvania: Samuel von Brukenthal.<br />
Samuel von Brukenthal (1721-1803) si distinse per un’eccezionale carriera politica alla Corte Imperiale di Vienna ma, soprattutto, per la sua personalità visionaria, nella carica di Governatore del Gran Principato di Transilvania.<br />
Pensato con spirito egualitario, per promuovere la scienza, la saggezza, la bellezza, la ricerca, lo sviluppo e il progresso, il suo progetto culturale mirava a creare un museo, una biblioteca e un collegio, tappe essenziali nella fondazione di una futura università.<br />
Dopo la sua visita a Sibiu, l’italiano Domenico Sestini scrisse: “Se quest’uomo raggiunge i suoi nobili obiettivi, penso che possa essere legittimamente definito il genio della Dacia”. Così Sibiu avrebbe una ricca biblioteca, una collezione di dipinti, un museo di storia, un giardino botanico, se i piani e le lodevoli intenzioni di questo brillante Mecenate si realizzassero.”<br />
Il Museo Nazionale Brukenthal, inaugurato nel 1817, sottolinea oggi una tradizione di eccellenza e unicità. Nel 2010-2011 è diventato il primo museo romeno a ricevere il Premio Europa Nostra ed è anche il primo museo in Romania ad essere registrato e affermato come marchio culturale. Nel 2019 il Museo ha ospitato anche i lavori del Summit dell’Unione Europea che si è svolto in Romania a Sibiu.<br />
Oggi nel Museo Nazionale Brukenthal si può scoprire la più importante collezione di pittura fiamminga e olandese nel territorio tra Vienna e San Pietroburgo, l’Erbario Baussner -, il più antico dell’Europa sudo-rientale e tra i più antichi del mondo, la più antica collezione di calchi e la più grande collezione di denti di squalo fossili in Romania. Il Museo Nazionale Brukenthal ospita anche il Museo della Farmacia, il Museo della Caccia, il Museo di Storia e il Museo di Arte Contemporanea. La Galleria d’Arte Europea espone pezzi unici in Romania realizzati dagli artisti Jan van Eyck, Hans Memling, Tiziano Vecellio, Peter Rubens, Antonello de Messina, Lorenzo Lotto, Albert Bouts, Paolo Veronese, Giovan Francesco Caroto e altri.</p>
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		<title>Breve storia dei romeni</title>
		<link>https://rediviva.it/product/breve-storia-dei-romeni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 20:34:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Nicolae Iorga Titolo originale: Breve storia dei romeni Prima edizione: Breve storia dei romeni pubblicata in occasione delle feste del Cinquantenario italiano – omaggio di un popolo fratello ed amico – da parte della „Lega di cultura romena” Bucarest 1911 Riscrittura integrale del testo originale in italiano contemporaneo: Lorena Curiman ISBN: 978-88-97908-77-7 Pagine: 220 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Nicolae Iorga<br />
Titolo originale: Breve storia dei romeni<br />
Prima edizione: Breve storia dei romeni pubblicata in occasione delle feste del Cinquantenario italiano – omaggio di un popolo fratello ed amico – da parte della „Lega di cultura romena” Bucarest 1911<br />
Riscrittura integrale del testo originale in italiano contemporaneo: Lorena Curiman<br />
ISBN: 978-88-97908-77-7<br />
Pagine: 220<br />
Collana: Culture e Civiltà<br />
Euro: 12,00</p>
<p>In occasione del 150° anniversario della nascita di Nicolae Iorga (1871 – 1940), la casa editrice romena Rediviva Edizioni del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano propone la ripubblicazione del volume “<em>Breve storia dei romeni – con speciale considerazione delle relazioni coll’Italia</em>” [titolo originale], pubblicata nel 1911 in occasione delle festa del cinquantenario italiano, omaggio di un popolo fratello ed amico da parte della Lega Culturale dei Romeni – per celebrare il grande storico romeno, accademico e fondatore di importanti istituzioni culturali sia in Romania sia in Italia.</p>
<p><em>“Nella nostra lingua </em>– scriverà qualche anno dopo Michele A. Silvestri –  <em>Nicolae Iorga pubblica una Breve storia dei Romeni, un singolare atto di omaggio all’Italia: il volume stampato nel 1911 a Valenii de Munte per il nostro cinquantenario e oggi introvabile tanto in Italia quanto in Romania, meriterebbe una riedizione, perché l’autore vi ha con particolare cura accertate le connessioni tra la nostra civiltà e quella danubiana nei vari secoli”</em>, Michele A. SILVESTRI (Roma, 4 febbraio 1921) prefazione al volume di Nicolae Iorga “Introduzione allo studio della Romania e dei romeni”.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Conoscere l’opera di Iorga sui romeni</em> <strong>–</strong>  <em>con speciale considerazione delle relazioni con l’Italia è un immergersi nella storia profonda di una nazione che più di qualunque altra è rimasta vicina al Bel Paese ed è l’unica al mondo che porta nella sua radice il nome di Roma, con una presenza di tante famiglie miste e di oltre un milione di persone che portano ogni giorno il loro contributo all’economia e alla vita sociale della loro seconda patria.  È un viaggio nella conoscenza dell’Europa, con un approfondimento della storia militare, politica, dell’architettura, della letteratura e della cultura nel suo senso più completo, riuscendo ad arricchire l’orizzonte della cultura generale da parte del lettore. </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>George Gabriel BOLOGAN, ambasciatore di Romania in Italia </em></p>
<p><em> </em>Nella postfazione del libro dal titolo “<em>Nicolae Iorga, Milanese”, </em><strong>Marco BARATTO </strong>ricorda alcuni momenti della presenza del grande storico romeno nella città lombarda per la quale nutre tanto affetto e dove ebbe l’occasione di tenere tre conferenze, due al“Circolo di Milano” e una nel 1927 presso la Camera di Commercio Italo Romena di Milano. “<em>Certamente Iorga</em> – scrive M. Baratto – ha avuto sin da giovanissimo un grande amore per l’Italia, che lo ha portato non solo a porla fra i suoi più importanti temi di ricerca, ma anche a fondare, insieme a tanti suoi colleghi ed amici come Pârvan o Murgoci, istituzioni culturali come la Casa Romena di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma; istituzioni che prima della guerra hanno avuto un ruolo importante sia nella formazione di molti dei migliori storici romeni, sia nella conoscenza reciproca tra i Romeni e quegli Italiani che allora arrivarono ad una conoscenza della Romania e della sua storia in proporzione assai migliore di quella che non si possa 182 registrare oggi nella nostra Penisola. (…)</p>
<p><em> </em>L’edizione attuale vede la riscrittura del testo originale in italiano contemporaneo a cura di <strong>Lorena CURIMAN,</strong> <em>che non ha affatto la pretesa di essere una traslitterazione o una ricreazione dell’originale: è l’originale oggi, con l’unico scopo di ottenere una più facile lettura. La lingua del volume non si discosta in maniera significativa dall’italiano odierno. Le eventuali difficoltà che un lettore potrebbe incontrare leggendo il testo originale dipenderebbero dalla presenza di un lessico desueto o di termini non frequenti, ma comunque appartenenti al vocabolario italiano (Nota del curatore, </em><strong>Lorena Curiman</strong>, già collaboratrice, traduttrice ed articolista per il Centro Culturale Italo Romeno di Milano e della casa editrice Rediviva Edizioni, coautrice dei libri “Le catacombe della Romania “ e “Impronte culturali romene in Italia” (Rediviva Edizioni) con la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino nel 2014, autrice per il Concorso Lingua Madre Duemiladiciotto del racconto pubblicato “Pasto nudo” e Lingua Madre Duemiladicianove del racconto pubblicato “Sapori dal Mondo” (Edizioni Seb 27).</p>
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		<title>I confini dell&#8217;autofilosofia di Emil Cioran</title>
		<link>https://rediviva.it/product/i-confini-dellautofilosofia-di-emil-cioran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2021 12:48:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il breve studio dedicato al pensiero di Emil Cioran intende proporre una lettura inedita della filosofia del pensatore romeno naturalizzato francese. Non più poeta, né filosofo, ma sulla scia dell’<em>autofiction</em>, genere letterario molto diffuso negli ultimi decenni, si cerca di cogliere gli elementi organici e biografici del pensiero cioraniano. Impossibile, dunque, fare astrazione della condizione di esule di Cioran. Cosa significa scrivere in un’altra lingua? In che modo una cultura diversa dalla propria incide sulla produzione di un pensatore? Se la condizione dell’esule, da un lato, svincola, attraverso lo sradicamento, dagli obblighi della tradizione, dall’altro spinge a una ricerca continua di uno spazio proprio, in cui piantare nuove radici. In Cioran questo spazio, questo terreno è rappresentato dalla lingua. Ma rinunciare a scrivere nella propria lingua madre, cosa produce? Di nuovo, quali libertà concede e quali forzature ne conseguono?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I confini dell’<em>auto</em>filosofia di Cioran</p>
<p>Il breve studio dedicato al pensiero di Emil Cioran intende proporre una lettura inedita della filosofia del pensatore romeno naturalizzato francese. Non più poeta, né filosofo, ma sulla scia dell’<em>autofiction</em>, genere letterario molto diffuso negli ultimi decenni, si cerca di cogliere gli elementi organici e biografici del pensiero cioraniano. Impossibile, dunque, fare astrazione della condizione di esule di Cioran. Cosa significa scrivere in un’altra lingua? In che modo una cultura diversa dalla propria incide sulla produzione di un pensatore? Se la condizione dell’esule, da un lato, svincola, attraverso lo sradicamento, dagli obblighi della tradizione, dall’altro spinge a una ricerca continua di uno spazio proprio, in cui piantare nuove radici. In Cioran questo spazio, questo terreno è rappresentato dalla lingua. Ma rinunciare a scrivere nella propria lingua madre, cosa produce? Di nuovo, quali libertà concede e quali forzature ne conseguono?</p>
<p>Lo studio procede, dunque, alla ricerca di un punto di incontro tra Cioran e la filosofia occidentale, tessendo i punti comuni, attraverso un dialogo con Heidegger e Nietzsche. «Cioran assume le sembianze del simbolo di un immigrato che cerca il suo posto nella nuova società adottando atteggiamenti camaleontici per mescolarsi al meglio agli autoctoni. La sua condizione di esule, gli conferisce anche la sfrontatezza e la distanza necessarie per guardare con attenzione chirurgica dentro l’animo dell’uomo moderno, occidentale e, senza paura di essere respinto, tagliato fuori (in fondo, in quanto esule, immigrato, sopraggiunto da un altrove problematico e diverso dal luogo d’approdo, non può temere di perdere qualcosa che non possiede: un posto consacrato e definitivo nella società francese. Lui è altro, e in quanto tale è tollerato, assimilato, integrato o respinto, ma comunque ai margini del “noi“) sottolinea le sue brutture, i suoi folli desideri di perfezione, la sua spasmodica ricerca del meglio che sfocia, poi, in eventi come il nazismo. Per uscire dal cerchio vizioso in cui si muove l’Occidente, c’è solo uno strumento a cui appellarsi: il dubbio.»</p>
<p>«Un paese di confine, <em>țară de hotar</em>, aveva chiamato Mircea Eliade la Romania: un paese situato in un perenne <em>tra</em>. Appartenere a un luogo contraddistinto dal <em>tra </em>offre la possibilità di scegliere fra due strade: la prima, intrapresa al suo tempo da Mihai Eminescu, si nutre di tradizionalismo, di attitudini romantiche, di retorica; la seconda, perseguita da I. L. Caragiale, trova la sua linfa nell’ironia, nel ridicolizzare lo spazio rurale, nel sentimento di inferiorità verso l’uomo occidentale.»</p>
<p>«A differenza di Sabrina, il personaggio di Milan Kundera, che non ha reazioni nei confronti del suo essere donna — una condizione simile a quella dell’essere romeno per Cioran, considerata la carica negativa con cui viene investita —, Cioran rifiuta il destino imposto dalla lingua, dalla storia, dalla tradizione. Opta per un idioma che lo tormenterà e lo ossessionerà, perché a rinunciare a una parte delle proprie radici è sempre una forma di violenta lacerazione. Detto altrimenti, se si sfugge al proprio destino, il prezzo da pagare è l’ansia.»</p>
<p>«Tutto il mondo è già dentro di noi, ogni suo senso ultimo, ogni interpretazione sta in una relazione più ampia con la natura stessa dell’essere umano. A cercare altrove ciò che c’è già dentro di noi ci si annoia, come in “una stazione russa“. La filosofia proposta da Cioran ha sede nell’esperienza, nel vissuto, nei traumi della psiche, nelle malattie del corpo. L’insonnia — la privazione del sonno, ricordiamocelo, è una delle torture più a portata di mano da sempre — plasma lo spirito, toglie la mollezza del dormiveglia e induce a uno stato di permanente allerta. Non si può staccare il pensiero dall’organicità. Non c’è filosofia che non ne risenta. È una provocazione, ma forse Kant stesso sarebbe giunto a teorie differenti se la sua vita fosse stata più disordinata.»</p>
<p>_________________________</p>
<p><strong>Irina Turcanu</strong>, laureata in Filosofia presso l’Università di Milano, traduttrice, scrittrice di origini romene, lavora come blogger e giornalista per diverse testate.</p>
<p>Per Rediviva edizioni ha curato l’antologia di racconti <em>Io scelgo</em> e ha tradotto in romeno il romanzo di Dario Fertilio, <em>Musica per lupi</em>.</p>
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		<title>L&#8217;identità romena</title>
		<link>https://rediviva.it/product/lidentita-romena/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 16:26:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La raccolta di saggi, che ora le Edizioni Rediviva vengono offrendo al pubblico italiano, era apparsa a Bucarest nel 2016 con il medesimo titolo e un sottotitolo assai eloquente: Felul da a fi român de-a lungul timpului (Le modalità dell’essere romeno nel corso del tempo). In effetti il volume, attraverso riferimenti accessibili anche a persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La raccolta di saggi, che ora le Edizioni Rediviva vengono offrendo al pubblico italiano, era apparsa a Bucarest nel 2016 con il medesimo titolo e un sottotitolo assai eloquente: Felul da a fi român de-a lungul timpului (Le modalità dell’essere romeno nel corso del tempo). In effetti il volume, attraverso riferimenti accessibili anche a persone di normale cultura scolastica, e comunque non professionalmente dedite alla ricerca storica, viene delineando in qual modo il popolo romeno ha vissuto la propria esperienza storica.</p>
<p>Il volume appare essere stato concepito come contributo preparatorio in vista del Centenario della grande Unione nazionale che, nel 1918, vide raccogliersi in un unico regno le popolazioni romene fino a quella data sparse sotto diverse sovranità. Il volume permette di ascoltare le parole di quanti diedero voce all’attesa di quell’Unione e di coloro attraverso i quali trovarono espressione le straordinarie energie da essa suscitate [&#8230;].</p>
<p>L’autore di questi saggi è una delle più autorevoli personalità dell’attuale paesaggio culturale romeno: Ioan-Aurel Pop, presidente dell’Accademia Romena</p>
<p>Cesare ALZATI</p>
<p>Ioan-Aurel Pop, presidente dell’Accademia Romena, professore e rettore dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, è autore e coautore di oltre settanta libri, trattati e manuali e più di cinquecento studi e articoli, tra cui i più recenti sono Cultural Diffusion and Religious Reformation in Sixteenth-Century Transylvania. How the Jesuits Delath with the Orthodox and Catholic Ideas (The Edwin Mellen Press, Lewiston – Queenston – Lampeter, 2014), A Short Illustrated History of the Romanians (Editura Litera, București, 2017). Gli è stato conferito il titolo Doctor Honoris Causa da dieci università della Romania e dell’estero. È membro di alcune accademie e società scientifiche straniere, tra cui l’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti di Salisburgo (Austria), l’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova (Italia), l’Ateneo Veneto di Venezia (Italia), l’Accademia Europea delle Scienze, delle Arti e delle Lettere di Parigi (Francia). È stato visiting professor presso alcune università degli Stati Uniti, dell’Italia, della Francia, dell’Ungheria e dell’Austria, e direttore dell’Istituto Culturale Romeno di New York (Usa) e dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia (Italia). Dal 1993 è direttore del Centro di Studi Transilvani di Cluj-Napoca dell’Accademia Romena.</p>
<p>&#8220;Solo i popoli che amano se stessi possono amare gli altri popoli.&#8221;</p>
<p>Ioan-Aurel Pop</p>
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		<title>Lo spazio e il tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 14:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Lo spazio e il tempo” è il penultimo romanzo di Mihail Diaconescu. Avrebbe potuto essere, tuttavia, il primo o l’ultimo, ma in ogni caso è il suo miglior romanzo. L’autore si è fermato alla personalità di spicco della spiritualità cristiana: San Dionigi il Piccolo (Dionysius Exiguus), l’esponente più illustre della Scuola letteraria e teologica di Tomis, abitante a Costantinopoli, e poi, per la maggior parte del tempo, a Roma, sotto dieci papi.
(Theodor Codreanu)

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					<p>“Lo spazio e il tempo” è il penultimo romanzo di Mihail Diaconescu. Avrebbe potuto essere, tuttavia, il primo o l’ultimo, ma in ogni caso è il suo miglior romanzo. L’autore si è fermato alla personalità di spicco della spiritualità cristiana: San Dionigi il Piccolo (Dionysius Exiguus), l’esponente più illustre della Scuola letteraria e teologica di Tomis, abitante a Costantinopoli, e poi, per la maggior parte del tempo, a Roma, sotto dieci papi.<br />
(Theodor Codreanu)</p>
<p>&nbsp;</p>

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						<p>Si dice che l’amore sia la più grande forza per la conquista dei misteri del mondo, che solamente nell’amore lo spazio e il tempo vivano nell’animo, che l’amore sia lo scopo dell’umanità e l’unico conforto del genere umano, l’unico mezzo col quale sconfiggiamo la morte. Quando mi sono decisa a seguirti, ho saputo che l’amore è la più elevata saggezza della donna. Perché non potrebbe essere amor, che si chiama anche eros, un criterio nelle tue ricerche sul tempo, sulla storia o su ogni altra scienza? Da quell’istante, per lui conoscere significava amare. [...] Soltanto dove c’è amor c’è anche significato. Perciò i veri significati e, insieme ad essi, l’infinità di tutte le gioie possibili nella vita, nel mondo, nella scienza, scaturiscono e procedono da amor ritornando alla fine sempre in amor.</p>
<p>* * *</p>
<p>Il prof. Mihail Diaconescu è l’autore più rappresentativo della spiritualità romena, un vero precursore della nostra scrittura futura.<br />
(Dumitru Staniloae)</p>
<p>“Lo spazio e il tempo” è il penultimo romanzo di Mihail Diaconescu. Avrebbe potuto essere, tuttavia, il primo o l’ultimo, ma in ogni caso è il suo miglior romanzo. L’autore si è fermato alla personalità di spicco della spiritualità cristiana: San Dionigi il Piccolo (Dionysius Exiguus), l’esponente più illustre della Scuola letteraria e teologica di Tomis, abitante a Costantinopoli, e poi, per la maggior parte del tempo, a Roma, sotto dieci papi.<br />
(Theodor Codreanu)</p>
<p>Dobbiamo ringraziare il prestigioso scrittore Mihail Diaconescu per la sua fedeltà nel rimanere attacato, nella sua opera letteraria, agli eroi della nostra cultura.<br />
(Virgil Cândea)</p>
<p>San Dionigi il Piccolo è famoso per avere calcolato la data di nascita di Gesù, collocandola nell’anno 753 dalla fondazione di Roma, e per avere introdotto l’uso di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini). Il sistema cronologico da lui elaborato risulta essere di gran lunga quello di più ampio utilizzo sulla Terra. Uomo assai dotto, soprattutto nella Sacra Scrittura, nella matematica e nel greco, fu autore di un trattato di matematica elementare e tradusse dal greco al latino le vite di San Pacomio e di altri santi e il Περί κατασκευῆς ἀνθρώπου [Sulla creazione dell’uomo] di San Gregorio di Nissa.</p>
<p>Mihail Diaconescu, romanziere, critico e storico letterario, esteta e teologo ortodosso - dottore in filologia presso l’Università „Alexandru Ioan Cuza” di Iasi e membro titolare dell’Unione degli Scrittori Romeni, è uno dei più grandi romanzieri romeni, proposto per il premio Nobel per la letteratura nel 2013. La sua opera letteraria monumentale conta dieci romanzi, ai quali sono stati dedicati sei monografie e migliaia di articoli, fatto unico nella cultura romena contemporanea. Il suo trattato intitolato “Lezioni di estetica ortodossa”, in due volumi, è stato premiato dall’Accademia Romena con il “Premio Mircea Florian” nel 2011 ed è stato paragonato ad altri trattati famosi di estetica scritti da Hegel, Nicolai Hartmann, Benedetto Croce o Tudor Vianu. Parte della sua opera è stata tradotta in tedesco, francese, inglese, russo e adesso anche in italiano.<br />
Mihail Diaconescu è membro del Comitato Scientifico Europeo nel progetto “Ad Fontes” - Alle fonti dell’Unità d’Europa - Atene, Gerusalemme, Roma, Bisanzio. Nel periodo 1972-1975 è stato Gastdozent (professore ospite) presso l’Istituto di Romanistica dell’Università Humboldt di Berlino.</p>

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		<title>Storia della Transilvania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 23:19:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Ioan-Aurel Pop (1955), Ioan Bolovan (1962) Titolo: Storia della Transilvania Anno: 2018 Collana: «Culture e civiltà» N. pagine: 432 Genere: storia Lingua: italiano Prezzo: euro 28,00 Formato: libro cartaceo ISBN-13: 978-88-97908-55-5 “Oggi, la Transilvania è al tempo stesso parte della Romania e dell’Europa e, soprattutto, una patria accogliente per tutti i suoi abitanti. Così, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Ioan-Aurel Pop (1955), Ioan Bolovan (1962)<br />
Titolo: <em>Storia della Transilvania</em><br />
Anno: 2018<br />
Collana: «Culture e civiltà»<br />
N. pagine: 432<br />
Genere: storia<br />
Lingua: italiano<br />
Prezzo: euro 28,00<br />
Formato: libro cartaceo<br />
ISBN-13: 978-88-97908-55-5</p>
<blockquote><p>“Oggi, la Transilvania è al tempo stesso parte della Romania e dell’Europa e, soprattutto, una patria accogliente per tutti i suoi abitanti. Così, per la prima volta nella storia, ci sono le premesse reali affinché gli abitanti siano e si sentano uguali e a casa loro. Il Paese non è più la Transilvania di un tempo, ma le tracce della sua storia sono ovunque. In passato hanno sofferto e gioito, spesso in momenti diversi, sia i Romeni, sia i Magiari, sia i Tedeschi, sia gli Ebrei ecc. Né le sofferenze, né le gioie devono essere dimenticate. La memoria del passato è un patrimonio inestimabile e conservarla è un valore dei popoli civilizzati. L’essenza transilvana è un dato del passato, eppure essa ci accompagna ovunque oggi, ed è sotto i nostri occhi. È l’unico luogo in Europa dove coesistono una chiesa bizantina e una basilica romanica, una chiesa gotica e a un’altra barocca, tutte accanto ad una sinagoga! Ed è sempre qui che una chiesa ortodossa si trova a pochi passi da una greco-cattolica, da una romano-cattolica, da una calvinista, da un’altra luterana o unitariana.”</p>
<p>Ioan-Aurel Pop, Ioan Bolovan</p></blockquote>
<p>Questa storia della Transilvania è il risultato di un lungo impegno che ha portato ad una sintesi sul passato della più grande provincia dell’odierna Romania (in precedenza gli autori hanno partecipato alla stesura di un’ampia opera collettiva, in tre volumi con oltre 1500 pagine, sullo stesso argomento). Scopo dei due autori è illustrare con onestà e trasparenza il passato transilvano attraverso la prospettiva di ogni singola comunità etnica e confessionale che formò la Transilvania.</p>
<p><strong>Ioan-Aurel Pop</strong>, presidente dell’Accademia Romena, professore e rettore dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, è autore e coautore di oltre settanta libri, trattati e manuali e più di cinquecento studi e articoli, tra cui i più recenti sono <em>Cultural Diffusion and Religious Reformation in Sixteenth-Century Transylvania. How the Jesuits Delath with the Orthodox and Catholic Ideas</em> (The Edwin Mellen Press, Lewiston – Queenston – Lampeter, 2014), <em>A Short Illustrated History of the Romanians</em> (Editura Litera, București, 2017). Gli è stato conferito il titolo <em>Doctor Honoris Causa</em> da dieci università della Romania e dell’estero. È membro di alcune accademie e società scientifiche straniere, tra cui l’Accademia europea delle scienze e delle arti di Salisburgo (Austria), l’Accademia nazionale virgiliana di Mantova (Italia), l’Ateneo veneto di Venezia (Italia), l’Accademia europea delle scienze, delle arti e delle lettere di Parigi (Francia). È stato <em>visiting professor</em> presso alcune università degli Stati Uniti, dell’Italia, della Francia, dell’Ungheria e dell’Austria, e direttore dell’Istituto culturale romeno di New York (Usa) e dell’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia (Italia). Dal 1993 è direttore del Centro di studi transilvani di Cluj-Napoca dell’Accademia romena.</p>
<p><strong>Ioan Bolovan</strong>, professore universitario, dal 2012 vice rettore dell’Università “Babeş Bolyai” di Cluj-Napoca, oltre che ricercatore scientifico presso il Centro di studi transilvani dell’Accademia romena, dottore in Storia dal 1999, ha ottenuto il premio “Mihail Kogălniceanu” dell’Accademia romena nel 2002. Specialista di storia moderna della Romania e di demografia storica, dal 2015 è presidente dell’International Commission for Historical Demography (Geneva). Autore e coautore di molti libri pubblicati in Romania, in Francia, in Germania, in Olanda, in Russia, in Repubblica Ceca, in Argentina, in Italia ecc., e di oltre 180 studi pubblicati in riviste e volumi collettivi, in Romania e all’estero, sulla storia della popolazione della Transilvania, sulla frontiera militare austriaca, sulla rivoluzione del 1848-1849, sulla storia delle istituzioni culturali, sulla Prima guerra mondiale ecc. Tra i più recenti si citano: <em>Pursuing Diversity. Demographic Realities and Ethno-Confessional Structures in Transylvania</em>, Romanian Academy-Center for Transylvanian Studies, 2010 (Ioan-Aurel Pop, Sorina Paula Bolovan, Ioan Bolovan, Supplement no. 1 of the Transylvanian Review, vol. XIX, 2010), <em>A Global History of Historical Demography. Half a Century of Interdisciplinarity</em> (Peter Lang, Bern, 2016, con Antoinette Fauve-Chamoux e Solvi Sogner), <em>World War I – The other face of the war</em> [Ioan Bolovan, Rudolf Gräf, Harald Heppner, Oana Mihaela Tămaș (eds), Cluj-Napoca, Romanian Academy – Centre for Transylvanian Studies, Cluj University Press, 2016], <em>Intermarriage in Transylvania</em>, 1895-2010 (Peter Lang, Bern, 2017, con Luminița Dumănescu).</p>
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