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	<title>Libreria | Rediviva</title>
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	<description>Rediviva - Casa editrice del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano</description>
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		<title>Elena Teodorini &#8211; Una diva europea tra Ottocento e Novecento</title>
		<link>https://rediviva.it/product/elena-teodorini-una-diva-europea-tra-ottocento-e-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 17:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esce a Milano per Rediviva Edizioni il volume Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento di Ida Garzonio e Violeta Popescu Nel 2026, anno del centenario della morte di Elena Teodorini (1926–2026), Rediviva Edizioni pubblica a Milano il volume Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento, a cura  di Ida Garzonio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Esce a Milano per Rediviva Edizioni il volume Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento</strong></p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Ida Garzonio e Violeta Popescu</strong></p>
<p>Nel 2026, anno del <b>centenario della morte di Elena Teodorini (1926–2026)</b>, <b>Rediviva Edizioni</b> pubblica a Milano il volume <i>Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento</i>, a cura  di <b>Ida Garzonio e Violeta Popescu.</b> Nel 2026, anno del centenario della morte di Elena Teodorini (1926–2026), il libro ricostruisce con rigore storico il percorso artistico della grande cantante romena, nata a Craiova in una famiglia di artisti, Teodor e Maria Teodorini, dalla partenza per il Conservatorio di Milano nel 1871 fino al ritorno definitivo in patria nella primavera del 1924 e alla morte a Bucarest il 26 febbraio 1926. Figura centrale della scena lirica internazionale tra XIX e XX secolo, Teodorini si afferma nei maggiori teatri europei e d’oltreoceano, diventando una delle protagoniste più autorevoli del suo tempo. Il volume ne segue l’evoluzione vocale, scenica e professionale, mettendo in luce il ruolo decisivo svolto nella diffusione della scuola di canto italiana e nella costruzione di una carriera artistica internazionale. Pubblicato nel quadro delle iniziative per il centenario della scomparsa, <i>Elena Teodorini. Una diva europea tra Ottocento e Novecento</i>. Il primo soprano romeno alla Scala di Milano restituisce il ritratto di un’artista capace di unire eccellenza interpretativa, visione culturale europea e profondo impegno nella formazione delle nuove generazioni, offrendo un contributo di grande valore alla storia del teatro musicale tra Ottocento e Novecento.</p>
<p><b>Come sottolinea Maria Pia Ferraris in apertura del volume</b>, un contributo fondamentale alla ricostruzione dell’attività artistica di Elena Teodorini proviene dall’Archivio Storico Ricordi. Attraverso il suo saggio, la consulente scientifica dell’Archivio mette in luce il valore delle fonti conservate – lettere, fotografie, recensioni, documenti editoriali e materiali iconografici – che consentono di seguire  la formazione milanese della cantante, i primi successi, l’affermazione sui palcoscenici italiani ed esteri e i rapporti con l’editore Giulio Ricordi, testimoniando la stima artistica e umana che legava Elena Teodorini al più importante centro editoriale musicale dell’epoca.<b> </b>Il volume approfondisce inoltre il legame profondo tra l’artista e la sua città natale grazie al contributo di <b>Antoniu Zamfir</b>, manager dell’Opera Romena di Craiova, dedicato al <b>Festival Internazionale “Elena Teodorini”</b>. Nato nel 1992, il festival è presentato come un vero ponte culturale verso l’Europa e il mondo, volto a valorizzare la scuola di canto romena, a sostenere i giovani interpreti e a restituire a Craiova un ruolo attivo nella vita musicale internazionale, nel solco dell’eredità artistica e culturale lasciata dalla grande cantante. Nel saggio introduttivo, la professoressa e musicologa <b>Vittoria Angela Licari</b> sottolinea la straordinaria modernità della visione pedagogica di <b>Elena Teodorini</b>. Licari evidenzia come l’approccio didattico della cantante fosse ampio e innovativo, molto al di sopra degli standard diffusi in Italia per gran parte del Novecento. Dopo il progressivo ritiro dalle scene, l’artista si dedicò con intensità all’insegnamento, fondando scuole di canto in Europa e in America Latina e sviluppando un metodo basato sulla cura dell’emissione vocale, sulla preparazione completa dell’interprete e sulla consapevolezza espressiva e psicologica del personaggio.</p>
<p><b>Elena Teodorini fu il primo soprano romeno a salire sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano</b>, nel marzo 1880, nel ruolo di Margherita nel <i>Faust</i> di Charles Gounod, all’età di soli ventidue anni. Da questo prestigioso debutto prese avvio la sua brillante carriera internazionale di soprano. Fu inoltre la prima cantante romena a esibirsi al Covent Garden di Londra nel 1888. La sua carriera lirica si sviluppò nell’arco di circa vent’anni, dal 1877 fino ai primi anni del Novecento, quando si ritirò progressivamente dalle scene. <b>Da allora ebbe inizio una seconda, fondamentale stagione della sua vita artistica: quella di grande maestra di canto, attiva in Europa e in America del Sud, e fondatrice di scuole di canto a Milano, Bucarest, Parigi, Buenos Aires e Rio de Janeiro.</b>Il volume ricostruisce la vita e l’opera di Elena Teodorini, dalla nascita a Craiova agli studi musicali a Milano, fino alla carriera internazionale. I primi passi sulla scena lirica, con il debutto al Teatro di Cuneo e le successive apparizioni alla Scala, segnano l’inizio di un’ascesa artistica che la porta a interpretare ruoli principali e numerose prime mondiali. Particolare attenzione è dedicata alla sua carriera di insegnante, che si sviluppa dopo il ritiro dalle scene intorno agli inizi del 1900.Particolare attenzione è dedicata al legame con <b>Milano</b>, città di adozione dove Teodorini fondò la sua prima scuola di canto, e con <b>Craiova</b>, città natale che celebra la sua eredità attraverso il Festival internazionale a lei dedicato. Pubblicato nella collana Memorie e composto da 290 pagine, integra fonti testuali e iconografiche, offrendo una ricca documentazione visiva: fotografie della cantante in costume di scena, alcune con dedica a Giulio Ricordi, immagini in costume popolare della regione Oltenia, ritagli di giornali d’epoca, libretti d’opera e copertine di riviste storiche come <i>Il Teatro Illustrato</i>, <i>La Gazzetta Musicale</i> e <i>Occidente</i>, molte delle quali con la foto di Elena Teodorini a testimonianza del prestigio internazionale della cantante. Il libro, frutto di un progetto di ricerca lungo e condiviso, ripercorre la formazione, il debutto e la carriera internazionale di Teodorini attraverso fonti d’archivio, cronache giornalistiche e documenti internazionali, restituendo il profilo umano, artistico e pedagogico della cantante.</p>
<p>Le autrici, <b>Ida Garzonio</b> e <b>Violeta Popescu</b>, sottolineano come il progetto rappresenti una tappa significativa nella riscoperta e valorizzazione delle grandi personalità romene che hanno contribuito alla storia della lirica italiana e internazionale. Il lavoro segue idealmente il progetto precedente dedicato a <b>Hariclea Darclée</b>, prima Tosca di Puccini, consolidando un filo culturale che collega Romania, Italia e il mondo. Elena Teodorini fu una delle ultime grandi cantanti del XIX secolo dotata di una voce ampia, flessibile e drammatica, capace di coprire con naturalezza il registro basso del contralto fino a quello più alto del soprano. Il suo repertorio comprendeva oltre quaranta titoli tra opere e operette, spaziando dai ruoli di contralto e mezzosoprano a quelli di soprano lirico e drammatico. Questa versatilità le permetteva di interpretare figure tra loro molto diverse, dall’<b>Armando en travesti</b> nella <i>Maria di Rohan</i> di Donizetti a <b>Valentina</b> negli<i> Ugonotti</i> di Meyerbeer, passando per <b>Rachele</b> ne <i>La Juive</i>, <b>Eboli</b> in <i>Don Carlos</i>, <b>Leonora</b> nella<i> Favorita</i>, <b>Santuzza</b> in <i>Cavalleria rusticana</i>, <b>Maria</b> ne <i>La Figlia del reggimento</i> e <b>Rosina</b> ne <i>Il Barbiere di Siviglia</i>. Nella sua carriera si distinse come protagonista in numerose prime mondiali, confermandosi una delle artiste più celebri del suo tempo:1882 – <i>Bianca da Cervia</i>, Teatro alla Scala di Milano; 1882 – <i>Il violino di Cremona</i>, Teatro alla Scala di Milano: 1887 – <i>I Doria</i>, Teatro Nacional de São Carlos, Lisbona; 1890 – <i>Mala Pasqua!</i>, Teatro Costanzi di Roma, opere oggi pressoché dimenticate, ma che ai suoi tempi riscossero notevole successo. Il volume segue in modo puntuale i trionfi scenici, la progressiva affermazione nei grandi centri lirici e la partecipazione a numerose prime mondiali, offrendo una cronologia ragionata della sua attività e una lettura critica dell’evoluzione vocale e interpretativa. Ampio spazio è inoltre dedicato all’immagine pubblica dell’artista e alla sua fortuna critica internazionale, ricostruita attraverso la stampa italiana, europea e sudamericana, le riviste illustrate, le litografie e le testimonianze giornalistiche che documentano il prestigio raggiunto da Teodorini nei principali circuiti musicali dell’epoca. La consacrazione internazionale trova uno dei suoi momenti più significativi nel successo londinese al Royal Opera House nel 1886, analizzato attraverso le principali cronache britanniche, e nel grande gala celebrativo a New York, che confermò definitivamente la statura mondiale dell’artista. Particolare attenzione è dedicata alla sua attività di insegnante e fondatrice di scuole di canto in Europa – a Milano, Bucarest e Parigi – e in America Latina, a Buenos Aires e Rio de Janeiro, con un approccio didattico innovativo, basato sulla cura dell’emissione vocale, sulla preparazione completa dell’interprete e sulla consapevolezza espressiva e psicologica del personaggio. Ampio spazio è dedicato all&#8217;immagine pubblica dell&#8217;artista e alla sua fortuna critica internazionale.</p>
<p>Il volume valorizza numerosi articoli d&#8217;epoca in cui Elena Teodorini fu elogiata dalla stampa di <b>Italia, Romania, Brasile, Argentina, Austria, Portogallo</b>, oltre che dalle grandi testate di <b>Londra, Madrid e Barcellona</b>. Questi testi di rara bellezza, insieme a litografie e riviste illustrate, documentano l&#8217;immenso prestigio raggiunto dalla Teodorini nei principali circuiti musicali del mondo, offrendo al lettore il ritratto vivido di una diva che ha dominato la scena lirica mondiale.</p>
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		<title>Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons</title>
		<link>https://rediviva.it/product/vivaldi-et-le-violon-des-quatre-saisons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 16:54:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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					<div class='et_slidecontent'>
			<h2>Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons</h2>
<p><strong>Dans le sillage des célébrations mondiales du 300e anniversaire des <em>Quatre Saisons</em>, l&#8217;année 2026 est marquée par la publication d&#8217;une œuvre éditoriale inédite célébrant le génie de Vivaldi. Rediviva Edizioni (Milan) présente un récit de la célèbre violoniste et écrivaine Clara Cernat.</strong></p>
<p>L’ouvrage témoigne de l’universalité du langage musical grâce à sa publication simultanée en quatre langues. L’œuvre se déploie comme une métaphore littéraire extraordinaire retraçant toute la parabole vivaldienne : du lien viscéral entre le Maestro et son instrument à l’éclatante renaissance moderne.</p>
<h3>L&#8217;Auteure</h3>
<p>La violoniste franco-roumaine <strong>Clara Cernat</strong> passe avec aisance de l&#8217;archet à la plume. Après le succès de <em>La Mandoline de Lviv</em>, elle continue d&#8217;enchanter le public avec des récits musicaux empreints de poésie. En 2025, son récit <em>Le Secret de la Fée Musique</em> a fait l&#8217;objet d&#8217;une prestigieuse commande musicale de Thierry Huillet pour trois grands orchestres nationaux français.</p>
<hr />
<p><small> <strong>Titre original :</strong> Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons
<strong>Traducteurs :</strong> Simona Cernat (RO), Florina &amp; Ştefan Nicolae (IT), Carmen Martinez-Pierret (ES)
<strong>ISBN :</strong> 978-88-97908-84-5 | <strong>Pages :</strong> 196 | <strong>Prix :</strong> 15,00 € </small></p>
		</div> 
		<div class='et_slidecontent'>
			<h2>Vivaldi e il Violino delle Quattro Stagioni</h2>
<p><strong>Sulla scia delle celebrazioni mondiali per il 300° anniversario de <em>Le Quattro Stagioni</em>, il 2026 segna la pubblicazione di un’opera editoriale inedita che celebra il genio vivaldiano. Rediviva Edizioni di Milano presenta un racconto della celebre violinista e scrittrice Clara Cernat.</strong></p>
<p>L’opera si configura come una straordinaria metafora letteraria che ricostruisce l’intera parabola vivaldiana, riuscendo a colmare la distanza dei secoli. La narrazione permette di percepire il violino come un organismo vivo, &#8220;la patria dei sogni&#8221;, capace di ridere e soffrire insieme al suo esecutore.</p>
<h3>L&#8217;Autrice</h3>
<p>La violinista franco-romena <strong>Clara Cernat</strong> passa con disinvoltura dall’archetto alla penna. Dopo il successo di <em>La Mandoline de Lviv</em>, continua ad affascinare il pubblico con racconti musicali intrisi di poesia. Nel 2025, il suo racconto <em>Le Secret de la Fée Musique</em> è stato oggetto di una prestigiosa commissione musicale per le principali orchestre nazionali francesi.</p>
<hr />
<p><small> <strong>Titolo originale :</strong> Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons
<strong>Traduzione :</strong> Florina e Ştefan Nicolae
<strong>ISBN :</strong> 978-88-97908-84-5 | <strong>Pagine :</strong> 196 | <strong>Prezzo :</strong> 15,00 € </small></p>
		</div> 
		<div class='et_slidecontent'>
			<h2>Vivaldi și Vioara celor Patru Anotimpuri</h2>
<p><strong>În contextul celebrărilor mondiale dedicate celei de-a 300-a aniversări a capodoperei <em>Cele Patru Anotimpuri</em>, anul 2026 marchează apariția unei lucrări editoriale inedite semnate de renumita violonistă și scriitoare Clara Cernat la Editura Rediviva din Milano.</strong></p>
<p>Opera se constituie ca o metaforă literară de excepție ce reconstituie întreaga parabolă vivaldiană: de la legătura viscerală dintre Maestru și instrumentul său, până la sclipitoarea renaștere modernă. Din perspectiva sa de interpretă, Clara Cernat reușește să anuleze distanța secolelor, transformând vioara în „patria viselor”.</p>
<h3>Despre Autoare</h3>
<p>Violonista franco-română <strong>Clara Cernat</strong> îmbină cu virtuozitate cariera de concertistă internațională cu cea de scriitoare francofonă. După succesul volumului <em>La Mandoline de Lviv</em>, ea continuă să exploreze valențele poetice ale muzicii. În 2025, povestirea sa <em>Le Secret de la Fée Musique</em> a fost transpusă muzical de compozitorul Thierry Huillet la comanda a trei mari orchestre naționale din Franța.</p>
<hr />
<p><small> <strong>Titlu original :</strong> Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons
<strong>Traducere în română :</strong> Simona Cernat
<strong>ISBN :</strong> 978-88-97908-84-5 | <strong>Pagini :</strong> 196 | <strong>Preț :</strong> 15,00 Euro </small></p>
		</div> 
		<div class='et_slidecontent'>
			<h2>Vivaldi y el Violín de las Cuatro Estaciones</h2>
<p><strong>En el marco de las celebraciones mundiales por el 300º aniversario de <em>Las Cuatro Estaciones</em>, el año 2026 presencia la publicación de una obra editorial inédita de la célebre violinista y escritora Clara Cernat.</strong></p>
<p>La obra se configura como una extraordinaria metáfora literaria que reconstruye la trayectoria vivaldiana: desde el vínculo visceral entre el Maestro y su instrumento hasta el deslumbrante renacimiento moderno. Clara Cernat infunde en el texto la sensibilidad de quien vive en simbiosis con el instrumento.</p>
<h3>La Autora</h3>
<p>La violinista franco-rumana <strong>Clara Cernat</strong> alterna con naturalidad el arco y la pluma. Tras el éxito de <em>La Mandoline de Lviv</em>, continúa cautivando al público con relatos musicales llenos de poesía. En 2025, su obra <em>Le Secret de la Fée Musique</em> fue objeto de un prestigioso encargo musical de Thierry Huillet para tres de las principales orquestas nacionales de Francia.</p>
<hr />
<p><small> <strong>Título original :</strong> Vivaldi et le Violon des Quatre Saisons
<strong>Traducción al español :</strong> Carmen Martinez-Pierret
<strong>ISBN :</strong> 978-88-97908-84-5 | <strong>Páginas :</strong> 196 | <strong>Precio :</strong> 15,00 € </small></p>
		</div>
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		<title>Fede Vita Diplomazia</title>
		<link>https://rediviva.it/product/fede-vita-diplomazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 10:36:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fede Vita Diplomazia. Con la Romania nel cuore. Rediviva Edizioni è lieta di annunciare la pubblicazione del libro Fede, Vita, Diplomazia. Con la Romania nel cuore di Monsignor Miguel Maury Buendía, 280 pagine con prefazione del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. Fede, Vita, Diplomazia, basato su un’intervista rilasciata alla scrittrice Diana Turconi, offre al lettore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Fede Vita Diplomazia. Con la Romania nel cuore.</h1>
<p>Rediviva Edizioni è lieta di annunciare la pubblicazione del libro <em>Fede, Vita, Diplomazia. Con la Romania nel cuore</em> di Monsignor Miguel Maury Buendía, 280 pagine con prefazione del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. <em>Fede, Vita, Diplomazia</em>, basato su un’intervista rilasciata alla scrittrice Diana Turconi, offre al lettore una prospettiva inedita sulla diplomazia della Santa Sede, mettendo in luce la rigorosa formazione dei rappresentanti pontifici e le relazioni intrattenute con gli Stati del mondo in nome della pace e dei valori universali. Come sottolinea la scrittrice e diplomatica Turconi: “Il volume rappresenta anche un’importante testimonianza su eventi di grande rilevanza, che la storia non ha ancora chiarito completamente.” Il libro ripercorre la lunga carriera internazionale di Monsignor Buendía, dalle missioni in diversi Paesi fino al servizio in Romania, dove è stato Nunzio Apostolico dal 2015 al 2023, svolgendo un ruolo chiave nella preparazione della visita di Papa Francesco nel 2028. Il volume è arricchito da fotografie che documentano i momenti più significativi della vita del Nunzio Apostolico.</p>
<p><em>Fede, Vita, Diplomazia</em> racconta le tre dimensioni fondamentali del percorso biografico di Mons. Buendía: la fede, il servizio e la diplomazia. Attraverso queste pagine emerge un uomo di Chiesa e di dialogo, capace di unire l’esperienza spirituale con il servizio al prossimo e la promozione del dialogo tra culture e comunità diverse.<br />
Così come afferma Monsignor Buendía:“La fede non va data per scontata: è un dono che non tutti ricevono, che può perdersi se trascurato, o ritrovato se lasciamo parlare il cuore con la mente e la viviamo insieme ad altri credenti. Ha una dimensione oggettiva, che riceviamo dalla Chiesa, e una dimensione più esistenziale, che consiste nel riconoscere la presenza e l’azione di Dio nella nostra vita. È vivere una relazione di fiducia amorosa, consapevoli del divario tra Creatore e creatura. Questa fede, praticata giorno per giorno, dona luce, pace e sicurezza, trasformando la vita in un’avventura spirituale appassionante.”</p>
<p>&#8220;Chi vorrà percorrere fino al termine la conversazione – scrive nella sua Lettera il Cardinale Pietro Parolin a Monsignor Miguel Maury Buendía – potrà verificare in modo diacronico quanto, in sintesi, si può dire della missione del Nunzio Apostolico. Essa è finalizzata, innanzitutto, al consolidamento della comunione tra le Chiese particolari e la Chiesa Universale, rendendo visibile ed effettiva la sollecitudine del Successore di Pietro per le Chiese locali (…).È una missione, quella del Rappresentante Pontificio, oggi più che mai decisiva – come Ella testimonia – perché porta alle Chiese e agli Stati ai quali è mandato gli insegnamenti del Papa, in special modo quelli sulla dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale, e sui diritti dei più poveri, quelli sulla pace, la fraternità fra i popoli ed il rispetto della libertà religiosa, e quelli a favore di un’economia ispirata a criteri di equità ed inclusività, tale da consentire il progresso spirituale e materiale di ciascuno. Ad arricchire tale servizio concorre anche l’attività volta a favorire l’intesa e la concordia fra le Nazioni, che un Nunzio Apostolico, non avendo interessi propri di natura ideologica, politica o economica da difendere, né velleità di dominio, favorisce, promuovendo il dialogo anche tra i più lontani o tra coloro che si trovano divisi da profonde inimicizie. Tale servizio reso alla Chiesa e al mondo risulta tanto più efficace e luminoso quanto più – come Ella ricorda – è costantemente alimentato dalla preghiera e dalla meditazione della Parola di Dio e quanto più si incarna in uno stile di vita che lasci trasparire la luce del Vangelo, anzitutto attraverso quelle qualità umane e spirituali che rendono la figura del Rappresentante Pontificio una chiara ed eloquente testimonianza in grado di suscitare la salutare domanda sul Signore Gesù ed attrarre alla vita buona del Vangelo&#8221; (Dal Vaticano, 21 giugno 2023).</p>
<p>Monsignor Miguel Maury Buendía (nato nel 1955 a Madrid) è stato ordinato sacerdote nel 1980. Ha conseguito lauree in Geografia e Storia a Madrid e in Teologia Dogmatica a Salamanca, oltre a un dottorato in Diritto Canonico presso l’Angelicum di Roma. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1987, ha prestato servizio in Ruanda, Uganda, Marocco, Nicaragua, Egitto, Slovenia, Macedonia e Irlanda, oltre a collaborare con la Segreteria di Stato per i Balcani. Nel 2008 è stato nominato arcivescovo titolare di Italica e Nunzio Apostolico in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Nel 2015 Papa Francesco lo ha nominato Nunzio Apostolico in Romania e nella Repubblica di Moldova; dal 2023 è Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.<br />
Diana Turconi, diplomatica, giornalista e scrittrice, è autrice di opere teatrali, prosa e interviste storico-letterarie, tra cui Io sono il bersaglio, un libro di dialoghi con lo scrittore e accademico Geo Bogza.</p>
<p><strong>Fede. Vita. Diplomazia.</strong> Con la Romania nel cuore<br />
Monsignor Miguel Maury Buendía in dialogo con Diana Turconi<br />
Collana SPIRITUALITÀ<br />
2025 by Rediviva Edizioni, Milano, www.rediviva.it<br />
280 pagine<br />
In copertina: Il Monastero Curtea de Argeș<br />
ISBN: 978-88-97908-81-4<br />
Euro 19,00</p>
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		<title>Su dolci corde di silenzio. Florilegio di poesia romena</title>
		<link>https://rediviva.it/product/u-dolci-corde-di-silenzio-florilegio-di-poesia-romena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 20:29:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Edizioni Rediviva è lieta di presentare, nella collana Phoenix, il volume: &#8220;Su dolci corde di silenzio. Florilegio di poesia romena&#8221; (Milano, 2025), 226 pagine, in edizione bilingue romeno-italiano. La raccolta non si configura come una classica antologia: la traduttrice Valentina Negrițescu la definisce infatti un florilegio poetico, una selezione libera e personale, ma animata da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Edizioni Rediviva è lieta di presentare, nella collana Phoenix, il volume: &#8220;Su dolci corde di silenzio. Florilegio di poesia romena&#8221; (Milano, 2025), 226 pagine, in edizione bilingue romeno-italiano.<br />
La raccolta non si configura come una classica antologia: la traduttrice Valentina Negrițescu la definisce infatti un florilegio poetico, una selezione libera e personale, ma animata da un profondo amore per la poesia e dal desiderio di offrire al lettore italiano l’opportunità di incontrare alcune delle voci più rappresentative della poesia romena, che propone al lettore italiano 75 liriche di 27 autori, da Vasile Alecsandri e Mihai Eminescu fino a Nichita Stănescu, Marin Sorescu e Ana Blandiana. La raccolta è impreziosita da note biografiche di Mariana Adameșteanu e Carla Caccia, che accompagnano ciascun autore con preziosi riferimenti storici e letterari, arricchendo il viaggio poetico del lettore.<br />
Il presente volume – come ricorda nella prefazione Harieta Topoliceanu – che prende titolo da un noto verso di Lucian Blaga (“pe coarde dulci de liniște”- “su dolci corde di silenzio”), racchiude una selezione di settantacinque liriche in versione bilingue, in originale con traduzione italiana a fronte, appartenenti a ventisette autori che ricoprono un ampio arco temporale e stilistico della tradizione lirica romena. Il percorso prende avvio da figure centrali come Vasile Alecsandri e Mihai Eminescu, considerati veri e propri pilastri fondatori della poesia nazionale romena, e si snoda attraverso le voci significative di fine Ottocento e del primo e secondo Novecento, da Alexandru Macedonski, Alexandru Vlahuță, Duiliu Zamfirescu, George Coșbuc, Dimitrie Anghel, Ștefan Octavian Iosif, fino a Tudor Arghezi, Ion Minulescu, Octavian Goga, George Bacovia, Vasile Voiculescu, George Topârceanu, Ion Pillat, Păstorel Teodoreanu, per arrivare alle tendenze pi. sperimentali e alle espressioni mature della modernità poetica, rappresentate da autori quali Ion Barbu, Ion Vinea, Lucian Blaga, Tristan Tzara, Emil Botta, Magda Isanos, Ștefan Augustin Doinaș, Nina Cassian, Nichita Stănescu, Marin Sorescu e Ana Blandiana. Il criterio che ha guidato la selezione dei testi è di natura eminentemente personale e formativa: ogni poesia è legata al percorso biografico e accademico della traduttrice, in un dialogo continuo con le voci degli autori che hanno segnato la sua esperienza di studentessa e, successivamente, di docente.<br />
La traduttrice Valentina Negriţescu, italianista di formazione e per anni docente e lettrice di lingua romena presso l’Università degli Studi di Milano, ha affrontato questa sfida con notevole competenza filologica e con una sensibilità letteraria particolarmente acuta. Al suo fianco, Armando Santarelli, romanziere e saggista, ha contribuito con esperienza e rigore alla rifinitura delle versioni italiane, partecipando attivamente al processo di revisione e affinamento. […]</p>
<p>“Oh, anima, in quale petto canterai<br />
anche tu una volta al di là dei secoli<br />
su dolci corde di silenzio,<br />
su un’arpa notturna – la nostalgia stroncata<br />
e la gioia di vita infranta? Chi lo sa?<br />
Chi lo sa?”<br />
da Silenzio di Lucian Blaga</p>
<p>Titolo: Su dolci corde di silenzio. Florilegio di poesia romena<br />
Traduzione di Valentina Negrițescu<br />
A cura di Armando Santarelli<br />
Collana Phoenix<br />
2025 by Rediviva Edizioni, Milano<br />
226 pagine<br />
In copertina: Primavera di Nicolae Grigorescu. Museo d’arte di Constanța<br />
ISBN: 978-88-97908-82-1<br />
Euro 15,00</p>
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		<title>Marenuca e i dieci panettoni mordicchiati</title>
		<link>https://rediviva.it/product/marenuca-e-i-dieci-panettoni-mordicchiati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 20:01:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La collana “Ti racconto il mondo”, dell’edizioni Rediviva, si arricchisce di una nuova pubblicazione, Marenuca e i dieci panettoni mordicchiati di Ana Maria Patrașcu, insegnante di lingua e letteratura romena in Italia e autrice di racconti e poesie. Il tema più importante del libro, quello che gli conferisce la straordinaria unità, è la storia dello stretto rapporto dell’autrice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La collana “Ti racconto il mondo”, dell’edizioni Rediviva, si arricchisce di una nuova pubblicazione, <em>Marenuca e i dieci panettoni mordicchiati </em></strong><strong>di Ana Maria Patrașcu</strong><strong><em>,</em></strong> insegnante di lingua e letteratura romena in Italia e autrice di racconti e poesie. Il tema più importante del libro, quello che gli conferisce la straordinaria unità, è la storia dello stretto rapporto dell’autrice con i propri ricordi d’infanzia, con il preciso intento di tramandare alle successive generazioni gli avvenimenti della sua fanciullezza. Il presente volume si inserisce nella letteratura della memoria, una scrittura volta alla ricerca di un “tempo ritrovato,” i cui ricordi divengono il “tempo presente” del racconto.  Sembra una continua e fervida ricerca di ricreare il magico universo dell’infanzia e di catturarne la spensieratezza. L’autrice ci invita, per certi versi, a entrare nel focolare della famiglia, nella casa dei nonni, a percorrere le strade polverose della regione della Moldavia, a sentire dalla cucina i deliziosi profumi dei piatti che la madre o la nonna erano solite cucinare.</p>
<p>Ana Maria Patrașcu attraverso i propri ricordi, racconta la sua infanzia, la sua vita, le proprie radici, essendone protagonista e testimone, riportando alla memoria non solo la propria infanzia, ma anche quella di un’intera generazione, per la quale anche le piccole cose assumevano una straordinaria importanza, dai dolciumi reperiti raramente in negozi alla gioia di sentire il profumo dei panettoni nel periodo delle feste. Ma, come osserva giustamente la scrittrice Aurelia Rosa Iurilli – Ana Maria Patrașcu, “non rimpiange quel tempo, non è nostalgica, non saudade ma obiettiva e realistica, divertente e divertita di sé stessa e dei suoi fratelli. “Marenuca” si rivela un libro deliziosamente schietto, scritto per chiunque voglia leggere. “Marenuca” è il carezzevole sguardo rivolto al bimbo che ogni adulto cela nel suo intimo. <em>(…)  L’opera dell’autrice</em> – scrive Ioana Gheorghias, console generale di Romania a Bari – <em>ci risveglia in ognuno di noi il fanciullino che ci fa guardare il mondo con ingenuità, innocenza e l’intelligenza proprie di quell’età: ci emozioniamo per motivi che non si possono comprendere con la sola ragione, si colgono somiglianze e legami nuovi e imprevisti fra le cose, si riversano nella nostra immaginazione in ogni oggetto reale trasformandolo in simboli. Percorrendo una pagina dopo l’altra con la stessa struggente sincerità del narratore interno questo volume si ritiene come un lavoro letterario contemporaneo coraggioso e si rivela di avere il potenziale di essere consigliato come un utile e prezioso strumento didattico. </em>Attraverso la traduzione in lingua italiana, resa dalla traduttrice Alina Monica Turlea, Marenuca pensa e si esprime in una nuova lingua. Ed ora che Marenuca è diventata maestra, essa racconta ai piccini della scuola d’infanzia storie che magicamente spuntano dalle tasche del suo grembiule e regala fiorellini e fiocchettini marzolini rossi e bianchi” (…), anche grazie alla traduttrice e alla sua traduzione.  Non va dimenticato il ruolo del traduttore, questo mediatore, fautore di un’apertura verso un’altra cultura, che sceglie di trasferire la bellezza percepita nel testo originario nella lingua di destinazione. L’importanza del ruolo, che questa figura riveste per la circolazione della letteratura internazionale, è indiscutibile.</p>
<p><strong>Ana-Maria Patrașcu </strong>è nata a Hîrlău (Romania), il 29 agosto 1973, in una famiglia di quattro fratelli. Fino all’età di sei anni è cresciuta dai nonni nel paese di Cotnari, tra le verdi colline, coperte a perdita d’occhio di vigneti da cui trae linfa il vino che è diventato famoso all’estero. Si è laureata alla Scuola Normale “Vasile Lupu” di Iași, dove ha lavorato come insegnante per diversi anni.  Dal 2003 al 2007 ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università “Alexandru Ioan Cuza”, Iași, sezione romeno-italiano, concludendo con la tesi di laurea “Provocări ludice. Volti del ludico nell’opera di Arghezi”. È diventata insegnante di lingua e letteratura romena e lavora alla scuola “Ștefan Bârsănescu” di Iași. Continua i suoi studi post-laurea, dopo un biennale in giornalismo, al termine del quale presenta la sua tesi “Coperți. Elementi di pragmatica della comunicazione”. Nel 2010 ha emigrato con i suoi due figli in Italia, dove si è stabilita in una città vicino a Bari.</p>
<p>Pubblica racconti e poesie sia in Romania che in Italia. Nel 2003 ha ricevuto il premio letterario “Cenaclul Ion Creangă. Povestiri de la Bojdeucă” e ha pubblicato due racconti “File din poveste” e “Povestea din lingură”. Nel 2016 ha pubblicato il racconto “Marenuca e la TV” nel volume “Cartea copilăriilor” alla casa editrice Polirom, Iași. Due anni dopo, nel luglio 2018, pubblica in edizione bilingue, preso la casa editrice Rediviva, il libro “Toamnă fuksie-Fucksie d’autunno” con la poetessa Aurelia Rosa Iurilli, autrice della versione italiana. Nel settembre 2017 ha ottenuto il titolo di Dottore in Filologia Magna Cum Laude con la tesi “La letteratura romena d’immigrazione in Italia”. Ha pubblicato articoli su riviste specializzate e ha tenuto diverse conferenze presso L’Università Aldo Moro di Bari. Il 29 novembre 2029, il Presidente della Romania le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito” per benemerenze acquisite nel campo dell’istruzione.</p>
<p><strong>Alina Monica Turlea</strong>, poetessa, traduttrice editoriale, pubblicista, consulente editoriale, classse 1979, si è laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, in “Lingue, letterature, culture e traduzione”, sezione italiano, francese, romeno. Ha conseguito la laurea magistrale in “Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione” presso la stessa università, con una borsa di studio all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne, ma anche gli studi post-laurea in Traduzione giuridica, sezione italiano-francese-italiano, presso l’Università UNINT di Roma. Ha esordito con un volume di poesia in italiano, “La mia Quintessenza” (Aletti, 2019) e nel 2022 ha pubblicato un libro di poesie in romeno presso la casa editrice Eikon di Bucarest, dal titolo “Academia Însinguraților”.  Ha maturato una solida esperienza nel campo della traduzione: ha co-tradotto nel 2022 (Besa Muci) con Silvia Storti la raccolta di fiabe romene di Petre Ispirescu e nel 2020 con Alessio Colarizi Graziani il romanzo di Liviu Rebreanu, “La ciuleandra” (Rediviva) seguito, nel 2022, da “Tutti e due. Enigma di un duplice omicidio” di Rebreanu. Continua con la traduzione dal romeno de “La città delle acacie” (Orasul cu salcâmi) di Mihail Sebastian (Besa Muci, 2023) e la traduzione dall’italiano al romeno di un giallo ad ambientazione storica “L’apprendista di Goya” di Sara di Furia (La corte, 2019) tradotto con il titolo “Ucenicul lui Goya” per Editura Lebăda Neagră.</p>
<p>Titolo: Marenuca e i dieci mordicchiati<br />
Autore: ANA MARIA PATRAȘCU<br />
Traduzione dal romeno: Alina Monica Turlea<br />
Copertina: Tina D’Amelio<br />
Impaginazione: Cristina Ratuș<br />
136 p.<br />
Collana: Ti racconto il mondo<br />
@2025 by Rediviva Milano<br />
www.rediviva.it<br />
ISBN 978-88-97908-51-7<br />
Euro 10,00</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il grido delle ferite – biografia di Margareta David</title>
		<link>https://rediviva.it/product/il-grido-delle-ferite-biografia-di-margareta-david/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 19:40:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autrice: Aurora Martin Titolo: IL GRIDO DELLE FERITE &#8211; biografia di Margareta David Titolo originale: Strigătul rănilor Traduzione dal romeno e prefazione: Nicoleta Silvia Ioana Immagine di copertina: Carlo Merello Collana: «Ti racconto il mondo» Illustrazioni: Ioanna Dimosthenous © 2025 Rediviva Edizioni, Milano ISBN: 978-88-97908-75-3 Euro 13,00 – Edizioni Rediviva è lieta di annunciare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autrice: Aurora Martin<br />
Titolo: IL GRIDO DELLE FERITE &#8211; biografia di Margareta David<br />
Titolo originale: Strigătul rănilor<br />
Traduzione dal romeno e prefazione: Nicoleta Silvia Ioana<br />
Immagine di copertina: Carlo Merello<br />
Collana: «Ti racconto il mondo»<br />
Illustrazioni: Ioanna Dimosthenous<br />
© 2025 Rediviva Edizioni, Milano<br />
ISBN: 978-88-97908-75-3<br />
Euro 13,00</p>
<p>– Edizioni Rediviva è lieta di annunciare la pubblicazione del libro” Il grido delle ferite-biografia di Margareta David” di Aurora Martin, nella traduzione dal romeno di Nicoleta Silvia Ioana. L’opera inserita nella collana <em>Ti racconto il mondo</em>, racconta il difficile cammino di una donna giunta dalla Romania in Italia, una storia di dolore, resilienza e speranza, mettendo in evidenza il suo percorso interiore, le sfide affrontate e la formazione della sua identità. Il libro è impreziosito da illustrazioni realizzate da Ioanna Dimosthenous, che ne arricchiscono la narrazione con immagini evocative e suggestive.<em> </em></p>
<p><em> In quest’autobiografia atipica, redatta a due voci, la voce dell’autore e quella del narratore si fondono: l’autore insedia il suo centro di comando nella mente e nell’anima del narratore e inizia a trasmettere, interpretare e fare una psicoanalisi in prima persona. (…) Sono troppi i drammi che restano chiusi tra le mura di una casa, imprigionati nelle menti dei protagonisti inconsapevoli, stravolgendo in modo irrevocabile vite e destini, generando slittamenti tettonici con risvolti percepiti per generazioni… La bambina – che da piccola veniva chiamata Reta, un diminutivo che ne limitava ulteriormente la sua personalità – ha iniziato a farsi chiamare Marga, quando è diventata ormai una donna indipendente, capace di governare il proprio destino. Nel presente libro, firma Margareta, l’artista assumendo dignitosamente tutti i frammenti del puzzle della sua vita. </em><strong>Aurora Martin</strong></p>
<p><em> “Ogni capitolo della mia vita ha significato una vita del bouquet delle mie emozioni. Ogni vita l’ho iniziata continuando su quella conclusa. Ho iniziato con ciò che potevo fare, ho </em><em>continuato con i bisogni e sono arrivata a ciò che mi sembrava impossibile. (…) Mi capita spesso di cogliere frammenti di pensiero che rilevano l’inutilità delle mani che non toccano o non vengano toccate. E ricordo, con una certa tenerezza stropicciata, come inseguivo con lo sguardo le Mani di mia madre mentre cucinava,  </em><em>mentre io, seduta sul mio sgabello, immaginavo come avrebbe lasciato cadere il cucchiaio di legno e sarebbe venuta ad accarezzarmi ora accarezzerà i miei riccioli, ora, ora mi accarezzerà, ora lascerà cadere il cucchiaio e verrà ad accarezzarmi. – <strong>Margareta David</strong> </em></p>
<p><em> “</em><em>Leggere e tradurre questo libro è stato come un viaggio tra le ombre e le luci della vita di Margareta, protagonista delle grida. Lei ha scelto di raccontare senza filtri ciò che ha vissuto, non per cercare compassione, ma per dare voce ad esperienze che spesso rimangono nel silenzio, emozioni sorprese dall’autrice Aurora Martin con sensibilità ed empatia </em><em>caratteristica di chi della tragedia femminile se ne intende. E se queste parole potranno offrire </em><em>conforto o una nuova prospettiva a chi legge, allora avranno trovato il loro senso. Inclusa nella Collana Ti racconto il mondo, il libro può essere considerato un diario in quanto, Reta e poi Marga testimoniano la vita vissuta in un contesto lontano al lettore in una Romania comunista e postcomunista e sfortunatamente in alcune realtà ancora vicino ai tempi odierni. Nello stesso tempo può essere considerato anche una specie di bildungsroman nel quale il lettore assiste all’evoluzione della protagonista verso la maturazione e l’età adulta tramite prove, errori, viaggi ed esperienze (…)  </em><strong>Nicoleta Silvia Ioana</strong></p>
<p><em> “</em><em>L’autrice esplora diversi livelli di lettura, intrecciandoli con la condizione delle donne emigranti dalla Romania, le esperienze di sopravvivenza a gravi malattie, la violenza domestica e numerosi elementi di psicologia intergenerazionale. La conclusione è chiara: comprendere e guarire il legame con la madre è essenziale per guarire la propria vita. È un lavoro interiore arduo, una sorta di seconda nascita, attraverso la quale la figlia porta pace a tutti i membri </em><em>della famiglia (…)”  – </em><strong>Daniela Palade Teodorescu, </strong>giornalista e scrittrice</p>
<p><strong>Aurora Martin</strong> è una voce dell’uguaglianza di genere e dei diritti umani, ricoprendo la carica di Vicepresidente dell’Istituto Internazionale per la Sicurezza Umana. Riconosciuta accademica, ha insegnato in università prestigiose come Bucarest e il Pontificio Istituto Orientale del Vaticano, e le è stato conferito il titolo di Dottore Honoris Causa dall’Università Rai di Nuova Delhi. Fondatrice del Museo Mobile della Schiavitù Moderna, un’iniziativa pionieristica dell’UE, promuove la consapevolezza sul traffico di esseri umani in Romania ed oltre. È stata nominata Presidente Globale del Dialogo Interculturale delle G100 Global Women Leaders, ricevendo numerosi premi, tra cui Donna dell’Anno per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Donne, Le Prix pour la Protection et la Promotion des Droits des Femmes, Women of the Decade in Security and Conflict Transformation, Iconic Women Creating a Better World for All, Exceptional Women of Excellence Award, Women of the Decade e l’Award of Excellence &amp; Recognition dal Governo egiziano. Ha scritto 12 libri in diverse lingue, portando avanti la sua battaglia per i diritti umani.</p>
<p><em> </em><strong>Nicoleta Silvia Ioana</strong>, professore associato presso l’Università Nazionale d’Arte di Bucarest e docente certificato DITALS II presso l’Università di Siena dal 2007, presidente del Comitato Dante Alighieri di Bucarest e membro dell’Associazione Internazionale degli Insegnanti di Lingua Italiana (AIPI), è attiva come traduttrice e autrice di numerosi contributi scientifici, oltre che di prefazioni e postfazioni per raccolte poetiche. Tra le sue pubblicazioni spicca il volume  ”<em>Claudiu Isopescu, corifeu al culturii române în Italia</em>”, testimonianza del suo impegno per la valorizzazione del dialogo culturale tra Italia e Romania.</p>
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		<title>Le rimesse nel cappotto. Storie di romeni d’Italia</title>
		<link>https://rediviva.it/product/le-rimesse-nel-cappotto-storie-di-romeni-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 19:16:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca di Andreea Paula Danilescu, Le rimesse nel cappotto, Storie di romeni d’Italia, ed. Rediviva, propone una lettura interdisciplinare del fenomeno migratorio romeno in Italia, combinando l’analisi sociologica con la dimensione biografica dei migranti. L’autrice intende dimostrare come l’emigrazione, pur essendo spesso interpretata attraverso parametri economici – in primis le rimesse – debba essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca di Andreea Paula Danilescu, <strong>Le rimesse nel cappotto, </strong><strong>Storie di romeni d’Italia, ed. Rediviva, </strong>propone una lettura interdisciplinare del fenomeno migratorio romeno in Italia, combinando l’analisi sociologica con la dimensione biografica dei migranti. L’autrice intende dimostrare come l’emigrazione, pur essendo spesso interpretata attraverso parametri economici – in primis le rimesse – debba essere compresa anche nella sua profondità umana, segnata da esperienze di disillusione, solitudine e perdita affettiva. Attraverso la metafora del “cappotto”, ispirata alla novella di Gogol, Andreea Danilescu rappresenta il fragile successo del migrante, inizialmente percepito come protezione e riscatto, ma progressivamente logorato dal tempo, dalla distanza e dal peso dei rimpianti. In questo quadro, il migrante emerge come figura sospesa tra presenza materiale e assenza emotiva, costretta a confrontarsi con i vuoti lasciati nella sfera familiare e affettiva.</p>
<p><strong> </strong><em>(…) La migrazione romena in Italia – <strong>afferma l’autrice ANDREEA PAULA DANILESCU</strong> – dopo quasi un trentennio si può definire matura. A testimoniarlo è il bilancio stabile tra chi ritorna in Romania e chi si stabilisce in Italia. Nonostante le crisi economiche dei due Paesi e il numero sempre più consistente di ritorni in Romania, il volume delle rimesse risulta essere ancora costante, segno che la comunità romena si è fortemente consolidata in Italia, presentando un notevole spirito di resilienza e confermandosi come una potenziale risorsa tanto per l’Italia quanto per la Romania, secondo la più tradizionale formula del “triple win”. </em><em>(…) Il migrante, proprio come il funzionario di Gogol, è destinato a godersi questo “successo” per </em><em>poco. Il dramma, per il migrante, in realtà non sta dietro l’angolo, il “cappotto” non gli viene rubato inaspettatamente come al funzionario, ma si logora ben presto, ancor prima che lui se ne </em><em>renda conto. Il migrante si trova con un vecchio “cappotto” che non lo protegge più come all’inizio e con il fantasma del passato a tormentarlo. Se il fantasma del funzionario vaga nelle strade a </em><em>cercare vendetta, il migrante vaga inquieto a cercare di colmare la sua “assenza – presenza”. Compare ad un certo punto in tutte le storie, che presento in questo volume, il rimpianto di non essere stato accanto alla famiglia, di non aver visto crescere i propri figli e nipoti, di non aver supportato moralmente la famiglia quando ne aveva realmente bisogno, e di essere rimasti soli. Il fantasma rappresenta quindi la tipica disillusione del migrante. In questo libro analizzerò le vicende migratorie, attraverso le storie degli intervistati, in un arco temporale che va dal 1989, considerato “anno zero” dalla nuova sociologia romena, sino ad oggi. Con l’obbiettivo di arricchire l’analisi sociologica attraverso il recupero della dimensione biografica di ogni racconto, dando rilievo alla quotidianità e all’ordinarietà di uomini e donne, protagonisti della moderna diaspora romena (…). </em></p>
<p><em>(…) Allo studio di questa realtà – ormai consolidata si è dedicata da anni con passione e determinazione Andreea Paula Danilescu, come ebbi modo di apprezzare in passato, avendola avuta come studentessa all’Università della Calabria. In questa monografia l’autrice concentra la sua attenzione sulla complessa questione delle rimesse. Lo fa adoperando criticamente la letteratura scientifica e gli studi statistici, ma dando anche la parola ai protagonisti, utilizzando regolarmente anche il metodo delle interviste ai migranti, che compongono una sorta di triangolo migratorio tra i territori della città romena di Cluj e le città italiane di Cosenza e Verona. </em><em>Le interviste consentono di accedere a una dimensione qualitativa, biografica, persino emotiva delle esperienze migratorie. Ne risulta un quadro problematico che riguarda sia la presenza dei romeni in Italia che il rientro di molti di essi in Romania. Andreea Paula Danilescu parte dalla ricostruzione di un trentennio di immigrazione romena in Italia, spaziando tra il noto fenomeno delle badanti e i numerosi ma meno noti casi di progettualità e imprenditorialità.  Descrive poi la grande mobilita. dell’emigrazione romena, tra partenze, arrivi e ritorni, apprezzandone la duttilità, </em><em>la capacità di adattamento, ma evidenziando anche le difficoltà </em><em>e i costi umani del “via vai” migratorio. La mobilità dei flussi migratori impone all’autrice di privilegiare l’analisi dei meccanismi e dei canali, formali e informali, delle rimesse, la cui media annuale negli ultimi vent’anni ammonta, secondo la Banca Nazionale Romena, a oltre 362 milioni </em><em>di euro. Vengono esaminati dettagliatamente i flussi delle rimesse, osservandone gli effetti non solo sul piano economico ma anche sul piano sociale e culturale. </em><em>Essendo l’autrice una giovane romena, naturalizzata italiana, residente da oltre vent’anni in Calabria, non poteva non emergere l’empatia con le comunità romene insediate in Italia e con le storie di vita narrate. Non è questo un limite, a mio avviso, ma uno dei pregi di questo lavoro, che non a caso si conclude con l’esame delle cosiddette “rimesse sociali”, intese come trasferimenti di </em><em>esperienze e di saperi, viste come volano di sviluppo per la Romania, ma di cui si evidenziano pure le difficoltà e i costi umani. La decisione di tornare a casa è presa principalmente in base alle esigenze dei bambini – dice una testimone – ma non è facile trasferirli in età </em><em>scolare da un paese all’altro, come se fossero papaveri (<strong>dalla prefazione di VITTORIO CAPPELLI – </strong></em><strong><em>Direttore Scientifico presso Icsaic Istituto Calabrese </em><em>Storia Contemporanea &amp; Centro Ricerca Migrazioni)</em></strong></p>
<p><strong>Andreea Paula Danilescu, nasce nel 1994 in Romania</strong>, per poi essere catapultata, in tenera età, a Cosenza, città in cui è cresciuta e dove attualmente lavora e fa ricerca. È laureata in Sociologia e Scienze politiche, entrambe conseguite con il massimo dei voti, presso l’Università della Calabria, con la quale attualmente collabora. Da diversi anni lavora come consulente di orientamento scolastico e universitario, pubblicando articoli su riviste di settore. Grazie al suo bilinguismo italo-romeno e al suo forte spirito critico e di osservazione, oltre che a lavorare come traduttrice e interprete presso enti pubblici e privati, conduce le sue ricerche, in Italia, Romania, Spagna e Moldavia, in totale autonomia, autofinanziandosi. I temi cardini delle sue ricerche riguardano principalmente la migrazione intra-europea proveniente dall’Est Europa tra abbandoni e processi di integrazione, la violenza di genere e l’inclusione sociale dei giovani, tra diritti violati o non garantiti e quell’eterna incomunicabilità genitori-figli. “Le rimesse nel cappotto. Storie di romeni d’Italia” è il suo primo libro che vuole essere una cronistoria della diaspora romena, attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.</p>
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		<title>Samuel Von Brukenthal e la collezione di arte italiana in Hermannstadt Sibiu</title>
		<link>https://rediviva.it/product/samuel-von-brukenthal-e-la-collezione-di-arte-italiana-in-hermannstadt-sibiu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 07:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La fondazione del Museo Nazionale Brukenthal a Sibiu, il primo museo pubblico nell’Europa sudorientale, nasce grazie a uno dei più importanti sassoni della Transilvania: Samuel von Brukenthal. Samuel von Brukenthal (1721-1803) si distinse per un’eccezionale carriera politica alla Corte Imperiale di Vienna ma, soprattutto, per la sua personalità visionaria, nella carica di Governatore del Gran [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fondazione del Museo Nazionale Brukenthal a Sibiu, il primo museo pubblico nell’Europa sudorientale, nasce grazie a uno dei più importanti sassoni della Transilvania: Samuel von Brukenthal.<br />
Samuel von Brukenthal (1721-1803) si distinse per un’eccezionale carriera politica alla Corte Imperiale di Vienna ma, soprattutto, per la sua personalità visionaria, nella carica di Governatore del Gran Principato di Transilvania.<br />
Pensato con spirito egualitario, per promuovere la scienza, la saggezza, la bellezza, la ricerca, lo sviluppo e il progresso, il suo progetto culturale mirava a creare un museo, una biblioteca e un collegio, tappe essenziali nella fondazione di una futura università.<br />
Dopo la sua visita a Sibiu, l’italiano Domenico Sestini scrisse: “Se quest’uomo raggiunge i suoi nobili obiettivi, penso che possa essere legittimamente definito il genio della Dacia”. Così Sibiu avrebbe una ricca biblioteca, una collezione di dipinti, un museo di storia, un giardino botanico, se i piani e le lodevoli intenzioni di questo brillante Mecenate si realizzassero.”<br />
Il Museo Nazionale Brukenthal, inaugurato nel 1817, sottolinea oggi una tradizione di eccellenza e unicità. Nel 2010-2011 è diventato il primo museo romeno a ricevere il Premio Europa Nostra ed è anche il primo museo in Romania ad essere registrato e affermato come marchio culturale. Nel 2019 il Museo ha ospitato anche i lavori del Summit dell’Unione Europea che si è svolto in Romania a Sibiu.<br />
Oggi nel Museo Nazionale Brukenthal si può scoprire la più importante collezione di pittura fiamminga e olandese nel territorio tra Vienna e San Pietroburgo, l’Erbario Baussner -, il più antico dell’Europa sudo-rientale e tra i più antichi del mondo, la più antica collezione di calchi e la più grande collezione di denti di squalo fossili in Romania. Il Museo Nazionale Brukenthal ospita anche il Museo della Farmacia, il Museo della Caccia, il Museo di Storia e il Museo di Arte Contemporanea. La Galleria d’Arte Europea espone pezzi unici in Romania realizzati dagli artisti Jan van Eyck, Hans Memling, Tiziano Vecellio, Peter Rubens, Antonello de Messina, Lorenzo Lotto, Albert Bouts, Paolo Veronese, Giovan Francesco Caroto e altri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Hariclea Darclée</title>
		<link>https://rediviva.it/product/hariclea-darclee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 10:47:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hariclea Darclée. La Diva della Lirica che incantò artisti e pubblico La sua fama internazionale &#8211; Il suo amore per Milano Hariclea Darclée ha avuto nel suo repertorio 58 ruoli operistici di 31 compositori di cui 12 compositori di tradizione e 19 compositori giovani, in alcuni casi presentati in prima esecuzione. Tale repertorio spaziava dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Hariclea Darclée. La Diva della Lirica che incantò artisti e pubblico La sua fama internazionale &#8211; Il suo amore per Milano</h3>
<p>Hariclea Darclée ha avuto nel suo repertorio 58 ruoli operistici di 31 compositori di cui 12 compositori di tradizione e 19 compositori giovani, in alcuni casi presentati in prima esecuzione. Tale repertorio spaziava dai tradizionali Mozart, Rossini, Donizetti, agli autori suoi contemporanei di diversa tendenza, fino ai veristi. La sua duttilità e musicalità le consentivano di affrontare opere del belcantismo tradizionale, del romanticismo e fu senz’altro una delle cantanti che stabilì il passaggio dalla tecnica vocale tradizionale a quella veristica.</p>
<p>Il suo talento, la sua preparazione artistica hanno reso possibile il passaggio dalla tradizione del belcanto alla moderna scuola verista, gettando le basi di una scuola e di una dottrina vocale che hanno influenzato in maniera fondamentale la vocalità del Novecento. Nella sua bella carriera artistica ha interpretato più di 50 ruoli di cui moltissimi in prima assoluta (come sarebbe la „Tosca” di Giacomo Puccini, ma anche ruoli nelle opere di Alfredo Catalani, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni).</p>
<p>L’artista tanto apprezzata da Verdi, Mascagni, Catalani, Puccini, che ha cantato con Enrico Caruso, Titta Ruffo, Francesco Tamagno e che si è esibita moltissime volte sotto la bacchetta di Toscanini, ha vissuto alla fine dei suoi giorni in un triste anonimato. Ha continuato a cantare fino al 1918 quando era ancora pienamente padrona della sua voce. Il suo grande desiderio era di cantare in Romania. Il re Carlo le assegnò l’ordine di “Benemerita Prima Classe”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ad ascoltar le doine</title>
		<link>https://rediviva.it/product/ad-ascoltar-le-doine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Violeta Popescu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 22:37:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro di Armando Santarelli, che vi accingete a leggere, è una raccolta di saggi e testimonianze scritti a margine dei grandi miti fondatori della Romania, come la Mioriţa, il dor, Eminescu, ma è anche un libro che si confronta sulla questione enigmatica della lingua romena e della sua singolare storia sullo sfondo di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<p>Il libro di Armando Santarelli, che vi accingete a leggere, è una raccolta di saggi e testimonianze scritti a margine dei grandi miti fondatori della Romania, come la Mioriţa, il dor, Eminescu, ma è anche un libro che si confronta sulla questione enigmatica della lingua romena e della sua singolare storia sullo sfondo di un più ampio contesto universale. L’autore si concentra, inoltre, su alcuni grandissimi scrittori romeni conosciuti dal grande pubblico in Italia, come Cioran e Norman Manea, e volendo riunire analisi e confessione, pesca dagli abissi della cultura alcune “perle letterarie” della letteratura romena, poco note ai più, che il lettore avrà modo di scoprire e di apprezzare non appena inizierà realmente a girare le pagine di questo libro (&#8230;)</p>
<p style="text-align: right;">dalla prefazione del prof. Giovanni Rotiroti</p>
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<p>&#8220;Perché mi sono innamorato della Romania? Non è mai facile rispondere a domande di questo genere. È un qualcosa di profondo, che ha a che fare con i codici dell’anima. E questi, chi è in grado di decifrarli?<br />
L’amore non si misura; ma se ti conquista, senti che è come se fosse lì da sempre. Ecco, quando ho messo piede in Romania per la prima volta (molto più tardi rispetto ad altri Paesi europei e mondiali), ho provato l’emozione che ci pervade tornando nella terra natale dopo una lunga assenza.<br />
Ovunque posassi lo sguardo, qualcosa di familiare, di semplice e di estatico, di trasparente e misterioso allo stesso tempo.<br />
Un amore tardivo dunque, ma proprio per questo maturo, forte, completo, come a voler riempire un vuoto che la mia anima aveva tollerato solo perché ignara della fonte capace di apportare nuovi stimoli e interessi alla mia vita.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Armando Santarelli</p>
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